00:00 15 Gennaio 2007

L’inverno ha scelto l’America. FORTE ondata di gelo sugli USA!

Freddo e neve sui settori centro-occidentali statunitensi, con temperature glaciali. Un inverno americano che tuttavia rientra nella norma, ma che può apparire piuttosto lontano dalle nostre "realtà".

L’inverno ha scelto l’America. FORTE ondata di gelo sugli USA!

Ancora poche novità all’orizzonte e l’inverno mediterraneo lentamente scivola via, soffocato dall’ingombrante persistenza anticiclonica
con temperature eccezionalmente miti in montagna, quasi autunnali al suolo. Insomma una stagione al momento da “archiviare” come tra le
più calde del secolo, almeno in Europa. Sul Nord America intanto l’inverno sta mostrando gli artigli, con i soliti intensi scambi meridiani e accesi contrasti termici.

L’ondata di freddo prevista dai modelli con parecchi giorni di anticipo sugli Stati Uniti occidentali, non si è fatta attendere. La formazione di un vasto campo di alta pressione sul Pacifico orientale ha convogliato masse d’aria di estrazione polare verso il settore statunitense centro-occidentale portando il gelo ad interessare zone a latitudini piuttosto basse caratterizzate da un clima solitamente mite nella stagione invernale, mentre masse d’aria piuttosto mite si sono proiettate sul settore orientale statunitense portando la colonnina di mercurio a segnare valori termici decisamente elevati per la stagione.

Nel fine settimana, estese gelate, generate da pioggia congelantesi hanno interessato parte delle pianure centrali e nel Midwest, tra cui Oklahoma City, Tulsa, Chanute e Wichita nello stato del Kansas, Sedalia e St.Louis nel Missouri e Quincy nell’Illinois.

Tra sabato e domenica la colata gelida ha interessato gran parte dei settori centro-occidentali statunitensi, sino a lambire il confine con il Messico.

Freddo intenso in California con -2°C presso San Francisco ed estese gelate anche sui settori desertici fra California e Arizona, come i -4°C registrati presso Needles e a Palm Springs.

Temperature gelide anche a Yuma, al confine tra Arizona e Messico con ben -3°C; valore per altro, vicino al record storico di temperatura di -5°C del 24 gennaio 1937. incredibile la massima di ieri di soli 8°C ,anch’essa a un passo dal record assoluto del 13 dicembre 1932, l’unico giorno della sua storia in cui venne imbiancata dalla neve.

Sfiorati -24°C presso Flagstaff, Arizona, che ha media delle minime di gennaio di -6°C. Massima ieri di soli 6°C nella normalmente rovente Bullhead City, uno dei luoghi abitati più caldi del mondo, la cui media delle massime di gennaio è 17°C.

Attualmente accumuli di pioggia congelantesi stanno interessando lo stato del Wisconsin, Michigan, l’Illinois e l’Indiana. Nuvoloso ma pochi fenomeni sulla costa atlantica e sugli stati sud-orientali dove le temperature risultano piuttosto miti per il periodo come i 20°C registrati stamane presso Nashville, i 14°C di Washington e i 6°C di New York.

Molto freddo ma più soleggiato sui settori centro occidentali con -17°C a Denver, -15°C ad Helena, -9°C a Biose e -3°C a Seattle.

In seguito la colata artica tenderà a portarsi lentamente verso gli stati centrali, per poi propagarsi entro metà settimana sulla costa atlantica, determinando un brusco calo termico sugli stati del nord-est e sulle regioni dei Grandi Laghi, con valori termici inferiori ai -20°C a 850 hPa.

L’aria fredda intanto potrebbe spingersi sino a latitudini piuttosto basse determinando estese gelate e nevicate sul Texas sino a lambire i settori settentrionali dell’Altopiano Messicano.
Autore : Luca Savorani