00:00 28 Gennaio 2008

Inquinamento: in Lombardia dati incoraggianti

I numeri ufficiali provenienti dalla Regione rilevano un soddisfacente miglioramento della qualità dell'aria rispetto ai valori del ventennio scorso. Naturalmente molto rimane ancora da fare

Inquinamento: in Lombardia dati incoraggianti

Sarà per il foehn o per la tramontana di questi ultimi giorni, sarà per una ventilazione rimasta apprezzabile nonostante la presenza oppressiva dell’anticiclone ma l’aria che stiamo respirando attualmente risulta migliore di quella che sorvolava le nostre città esattamente 30 anni orsono.

I dati diramati dall’Azienda Regionale per la Protezione dell’Ambiente, meglio conosciuta come ARPA, riferiti alla Lombardia sono incoraggianti e fanno tirare un vero e proprio respiro di sollievo.

Molto è stato fatto nel corso degli anni soprattutto per quanto riguarda i combustibili da riscaldamento. La scomparsa del carbone, utilizzato fino agli anni ’80 anche per scopi industriali, ha abbattuto drasticamente le emissioni del biossido di zolfo.

Il temibile composto si propagava nell’aria in microscopiche particelle che poi fungevano anche come nuclei di condensazione. Ecco quindi anche la parallela scomparsa, o per lo meno la drastica riduzione delle nebbie rispetto a qualche decennio fa, anche se cause più strettamente di tipo meteorologico sono risultate determinanti in tal senso.

Accanto ai nuovi sistemi di riscaldamento civile, con la diffusa ulteriore sostituzione del metano al gasolio, i provvedimenti che hanno risollevato le sorti dell’aria liberandola dalla saturazione di questi pericolosi gas sono da ricercarsi nell’utilizzo dei catalizzatori negli impianti di scarico dei veicoli.

Calano quindi anche le emissioni proprie del traffico veicolare. A fronte di un generale incremento del numero totale dei mezzi in circolazione si nota una discesa delle concentrazioni di biossido di zolfo, biossido d’azoto, monossido di carbonio e particolato.

Unica nota fuori dal coro rimane l’ozono. Decisamente più basso rispetto ai picchi raggiunti dal 1996 al 2004, rimane però sempre troppo elevato se rapportato con gli anni ’80. Ma forse allora era tutta un’altra aria, meteorologicamente parlando.
Autore : Luca Angelini