Il tempo del periodo natalizio visto con il “codice segreto” degli indici
AO, NAO, SSTA, MJO Blocking: non sono errori di battitura ma semplicemente il codice cifrato degli indici teleconnettivi che ci sveleranno il tempo del Natale.
Anche se la scienza moderna dispone di nuovi studi e di tecnologie all’avanguardia, pensare di voler prevedere per filo e per segno che tempo farà da qui a Natale rimane ancora un indovinello non da poco. Fortunatamente i maggiori centri di calcolo a livello mondiale ci offrono la possibilità di monitorare quelli che in gergo tecnico si chiamano “indici”.
Ma cosa “indicano” questi indici? Semplicemente lo stato in cui si trova una determinata fetta di atmosfera o una data porzione di oceano. E a cosa ci serve conoscere questi elementi? Ci serve per poter elaborare in seconda battuta la prognosi per il futuro prossimo e magari anche qualcosina più in là.
Detta così sembra facile, in realtà il risultato finale è il frutto del lavoro di equipe di matematici, fisici ed infine di meteorologi veri e propri che a loro volta traducono in fenomeni e interpretano questi segni della natura divenuti numeri. Orbene al momento, dopo tutto questo maltempo, ci chiediamo come evolverà la situazione, anche in vista delle prossime festività natalizie.
Vari elementi ci inducono a pensare che potrebbe essere un Natale meteorologicamente tranquillo. Si, insomma, basta pioggia, niente neve, freddo sì ma non troppo, nè troppo poco. Il grande motore dal quale è partita tutta questa immane quantità di calcoli è il vortice polare.
Questa grande giostra di aria gelida che ruota sopra la calotta artica vive di pulsazioni, esattamente come un cuore. E anche lui infatti sopravvive mostrando la sua pressione minima e quella massima. Ora, dopo un periodo di stanca, con la sua velocità di rotazione ridotta da vari disturbi circolatori, ecco che riprende vigore.
Subito la disposizione dell’atmosfera cambia, così anche gli assetti delle alte e delle basse pressioni. Per quanto ci riguarda l’indice AO (oscillazione della pressione artica) alle stelle è un segno inequivocabile e la conseguenza diretta di questa forza del nostro grande vortice artico si ripercuote con un rigonfiamento degli anticicloni.
Ma dove si disporranno questi anticicloni? A seconda (ma non solo) delle temperature superficiali degli oceani, note come SSTA. Queste ultime a loro volta modificheranno la pressione degli stati atmosferici che li sovrastano ed ecco che si disegnerà un vasto ponte di bel tempo esteso dall’Atnantico verso la Russia.
Il Mediterraneo al momento risulta abbastanza freddo quindi l’alta pressione svirgolerà sull’Europa centrale favorendo in tal modo la discesa di aria più fredda a coinvolgere senza grandi fenomeni le nostre regioni meridionali e centrali adriatiche. Questo il probabile assetto atmosferico fino alle porte del Capodanno.
In seguito pare possibile una rottura del blocco anticiclonico disposto lungo i paralleli euro-atlantici e la discesa di una saccatura che, dalla Scandinavia, potrebbe puntare i comparti balcanici e i versanti orientali della nostra Penisola. Questa ipotesi è naturalmente da confermare, anche perchè una eventuale azione di risucchio (già vista in quest’ultimo periodo e tutt’altro che remota) da parte delle acque mediterranee in anomalia termica negativa, potrebbe deviare la colata (piccola o grande che sia) proprio verso la nostra Penisola.
Insomma, Natale tranuquillo, Capodanno ancora non si sa ma stiamo in campana.
Autore : Luca Angelini