00:00 17 Gennaio 2013

Freddo e gelo, ecco da dove arrivano e dove andranno

Il freddo che respiriamo: dove è nato, che strada ha fatto e cosa lascerà dietro di sè.

Freddo e gelo, ecco da dove arrivano e dove andranno

 Forse per i più ha poca importanza, ma chi segue assiduamente i fenomeni meteo o che è addirittura appassionato della materia, senz’altro sarà curioso di sapere dove è nato il freddo che oggi respiriamo fuori dalle porte di casa nostra e che strada ha fatto prima di raggiungerci.

Ebbene, la sua zona natale è naturalmente la superficie freddissima del Polo Nord, dove la lunghissima notte polare ha creato un blocco di aria gelida a stretto contatto con la banchisa glaciale. Ebbene, quando la circolazione sinottica irrompe sul mar Glaciale Artico e forza la normale circolazione polare, che solitamente tende a trattenere entro la calotta artica il gelo ivi prodotto, ecco che le medie latitudini iniziano a battere i denti.

Nel nostro caso il gelo polare ha fatto irruzione sul nord Europa da due settori diversi, un primo di derivazione continentale (Siberia), che però si è esaurito in parte strada facendo (Balcani) e in Italia ha solo ritoccato le temperature, un secondo di derivazione marittima, un freddo ben più corposo e a impulsi successivi, che si è riversato dal nord Atlantico e dalla regione scandinava (immagine in alto riferita a Rovaniemi, Finlandia, inviata dal nostro lettore Alessio Zannini) verso il Regno Unito, per poi investire la Francia (immagine qui a fianco).

A questo punto la resistenza opposta dalla circolazione delle medie latitudini, più temperata, ha costretto il freddo ad una brusca virata e, dopo aver interessato in parte la regione iberica, segnatamente la Spagna settentrionale (Pirenei abbondantemente imbiancati), ha puntato verso l’Italia. Un giro lungo che ha stemperato il gelo iniziale ma che ha comunque portato il grande inverno sul nostro Paese.

Altri impulsi seguiranno anche all’inizio della terza decade di gennaio questa traiettoria: quello più significativo atteso tra sabato e lunedì (neve anche copiosa in pianura al nord), poi una relativa scaldata dovuta all’intervento delle correnti più temperate che irromperanno dall’Atlantico e tenteranno di rimandare al mittente il freddo invernale. Ci riusciranno? Lo sapremo nel corso dei prossimi aggiornamenti.

Autore : Luca Angelini