Fermi tutti, arriva l’aria fredda
Cosa accade in primavera o in estate quando sopraggiunge una perturbazione seguita da aria fredda? Ecco una interessante sequenza di immagini che ci spiega tutto.
Chissà quanti di voi adesso, cari lettori, riconosceranno situazioni meteorologiche tipiche dei nostri luoghi e vissute innumerevoli volte.
Una giornata può partire tranquilla e finire tempestosa, iniziare mite e finire fredda. Quando ciò accade, soprattutto se siamo nel semestre estivo (primavera-estate) è causa del passaggio di una perturbazione nota come fronte freddo.
Tra tutte le perturbazioni che possono transitare alle nostre latitudini quella che va sotto il nome di fronte freddo è sicuramente la più spettacolare nel semestre caldo. Lo scavalco improvviso della catena alpina e l’improvvisa irruzione dell’aria fredda generano una una forte turbolenza e una fenomenologia che comprende soprattutto temporali, oltre ad una rabbiosa rotazione del vento.
Quanto descritto è ben evidenziato dalla sequenza delle tre immagini qui proposte e che ci mostrano cosa accade prima, durante e dopo il passaggio di un fronte freddo tipico. Ci troviamo sulla sponda lombarda del lago di Garda.
Nell’immagine qui sopra notiamo la stasi precedente l’arrivo del fronte, con cielo velato, foschia densa e vento calmo o debole brezza meridionale. Nell’immagine qui a fianco ecco sopraggiungere la perturbazione, con la rapida rotazione del vento da nord, forte fino a bassa quota a causa delle correnti discendenti legate al passaggio delle precipitazioni temporalesche.
Nell’immagine sotto ecco invece la panoramica dopo il passaggio frontale: l’aria fresca ha preso il posto di quella calda e l’atmosfera risulta tersa con ampi rasserenamenti. Il vento soffia ancora da nord ma più debole. Si esaurirà solo la mattina successiva, quando le brezze risalenti dalla val Padana lo contrasteranno fino a bloccarlo definitivamente.
Per approfondire la situazione attuale consigliamo meteolive.leonardo.it/news/Prima-pagina/1/Maltempo-al-centro-sud-specie-su-medio-Adriatico-e-basso-Tirreno/41671/.
Ringraziamo il nostro lettore Denis Riccardi per aver fornito il materiale fotografico.
Autore : Luca Angelini