Caldo record acque atlantiche e piogge record in Europa: c’è un nesso?
Prima le elevate temperature registrate la scorsa estate sulle acque atlantiche al largo degli USA, dopo le abbondanti precipitazioni che a partire da settembre hanno interessato gran parte dell'Europa. Allo studio un possibile legame.
Per ora abbiamo i dati: nel 2012, tra la primavera e il mese di settembre, le temperature delle acque superficiali dell’oceano Atlantico hanno fatto registrare un record di temperatura, primo anche a quello avvenuto nel lontano 1951. Le acque poste lungo la costa orientale degli Stati Uniti, e in particolare nel settore al largo del golfo del Maine fino al capo Hatteras, North Carolina sono risultate più calde di 1,6°C rispetto alla media degli ultimi 30 anni.
Una piscina calda che, secondo alcuni importanti studi tra i quali quello condotto nell’ambito del programma Ecosystem Assessment Program (EAP) dello Science Center in collaborazione con la NOAA, ha già avuto conseguenze a livello della fauna ittica della zona e nella produzione di plancton.
L’evento ha poi immesso in atmosfera notevoli quantitativi di umidità che sono stati catturati dalla circolazione delle medie latitudini. A partire dal mese di settembre 2012, in seguito al rimescolamento occorso per il passaggio dell’uragano Sandy, le temperature in quel tratto di oceano sono poi calate, fino a scendere al di sotto della media. Frattanto la maggior evaporazione lungo i tratti centrali dell’Atlantico sono stati catturati dalla circolazione delle medie latitudini.
Da qui il maggior potenziale di energia disponibile per lo sviluppo di nubi e precipitazioni proiettato verso il suolo europeo. Ecco una possibile causa del surplus di piogge che si segnala proprio a partire dall’autunno 2012 anche su diverse zone dell’Italia e che prosegue anche oggi. Basta osservare la mappa delle anomalie pluviometriche fornita dalla NOAA e riferita allo scarto rispetto alla media delle precipitazioni tra gennaio e marzo.
Le piogge sono diffusamente più abbondanti della norma su tutti i Paesi posti lungo il Mediterraneo e sino ai settori orientali europei. Per contro tempo più secco si registra alle latitudini medio-alte, a ulteriore testimonianza di una anomala traiettoria prevalente del carico di umidità portato in seno alle fascia delle correnti perturbate, forse proprio in seguito a quella eclatante anomalia pregressa dell’Atlantico..
Autore : Luca Angelini