00:00 15 Febbraio 2007

Aumenta la temperature sulle ALPI; un periodo negativo per i ghiacciai!

Temperature spesso sopra la media del periodo specie in quote e precipitazioni nevose piuttosto scarse; è la triste cronaca di questa mite stagione invernale mediterranea.

Aumenta la temperature sulle ALPI; un periodo negativo per i ghiacciai!

L’autunno e la stagione invernale sono notoriamente le stagioni in cui i ghiacciai alpini tendono ad accumulare massa, merito dalle
precipitazioni a carattere nevoso sino a quote medio-basse. Dai risultati di ricerche condotte dalla NASA, la temperatura media sulle Alpi è aumentata nell’ultimo cinquantennio specie nella stagione invernale, in primavera e d’estate mentre l’autunno appare termicamente stabile, con scarsi cambiamenti nel corso dei decenni, fatta eccezione dell’autunno 2006, con valori decisamente anomalI.

Nel corso della stagione estiva i ghiacciai subiscono quel processo chiamato ablazione, ovvero tendono a ridursi perdendo parte della loro massa per fusione o per sublimazione. Il fenomeno è causato sia dall’azione diretta del sole sia per lo scarso apporto nevoso dovuto all’aumento delle temperature in quota.

Da studi condotti da un gruppo di esperti glaciologi della regione Valle d’Aosta è stato evidenziato come nei ghiacciai alpini il termine del periodo di fusione sia passato in pochi decenni dall’inizio di settembre ai primi di ottobre con un consistente ritardo nell’arresto di tale fenomeno. E’ stato messo in evidenza oltretutto che a determinare il forte il ritiro dei ghiacci, non è tanto la diminuzione della quantità di precipitazioni ma bensì un aumento di giorni con precipitazioni allo stato liquido in estate.

La tendenza all’aumento dei giorni caratterizzati da precipitazioni allo stato liquido è stata riscontrata anche nella stazione
meteorologica situata a Plateau Rosa. Nel solo mese di agosto nell’ultimo decennio, nonostante la quota del rilevamento sfiori i 3500 metri, si sono sfiorati i 15 giorni di pioggia!

Tale valori evidenzino una stretta dipendenza tra diminuzione della massa glaciale alpina ed aumento della temperatura, in un contesto di regime precipitativo quasi immutato, fatta eccezione dell’autunno 2006 e della prima parte dell’inverno 2007, dalle caratteristiche decisamente anomale. Se le stagioni autunnali e invernali sono decisive per il rifornimento dei ghiacciai, appare ancor più importanti l’andamento climatico della seconda parte della primavera e l’estate per la consevazione o per la riduzione della massa glaciale.

Dai dati ottenuti dalle ricerche e da accurati rilevamenti glaciologici, appare evidente come negli ultimi decenni siano prevalse condizioni climatiche tali da portare ad un processo di ablazione molto pronunciato con una considerevole perdita delle masse glaciali; un fenomeno che dura ormai da millenni, segnato da brevi fasi di progresso, ma che attualmente non accennano ad un possibile periodo in controtendenza.
Autore : Luca Savorani