Anticiclone si o anticiclone no? Le ultimissime fino alla seconda settimana di marzo
Le probabilità che si verifichi un miglioramento sull'Italia ci sono, tuttavia gli ultimi aggiornamenti hanno già "sporcato" l'alta pressione, con una maggior persistenza di tempo più fresco e instabile.
Una volta era esattamente il contrario: gli anticicloni previsti trovavano sempre conferma, mentre le perturbazioni si dissolvevano strada facendo. Ora invece sembra che il pozzo depressionario, da qualche mese ben piazzato a cavallo del Mediterraneo centrale, sia più longevo e potente di quanto si potesse pensare.
Esaurita l’azione perturbatrice dell’ultimo peggioramento atlantico, atteso tra lunedì 3 e mercoledì 5 marzo, l’Europa occidentale verrà raggiunta da un promontorio di alta pressione di derivazione azzorriana, che tenderà ad estendersi anche a parte dell’Italia a partire da giovedì 6 marzo. Bene, direte voi, l’enigma è risolto.
No invece, rispondiamo noi. Tanto per iniziare notiamo un asse di sviluppo molto coricato e non ben rilassato in senso meridiano. Questo sta a significare la presenza di un disturbo alla radice. Quel disturbo sarà proprio il pozzo depressionario mediterraneo. Un centro di bassa pressione infatti insisterà sul nostro centro-sud anche nella seconda parte della prossima settimana.
Confrontando le corse dei vari modelli (ufficiali e parallele oggi sono abbastanza concordi) notiamo che l’alta pressione potrebbe avere difficoltà ad affermarsi sull’Italia, limitando la sua azione stabilizzatne principalmente sul nostro settentrione (probabilità 65%). Il centro e il sud, potranno invece dover affrontare fino al 10 marzo condizioni di tempo più inaffidabile, quantunque abbastanza freddino per ventilazione nord-orientale.
A proposito di freddo: il mancato sviluppo dell’alta pressione verso il cuore dell’Europa potrebbe tendere a deviare l’asse del bel tempo verso il Regno Unito e il mare del Nord. L’Italia pertanto, nella seconda decade di marzo, verrebbe a trovarsi sotto l’influenza delle correnti fredde settentrionali in scivolata lungo la spalla orientale dell’alta pressione.
Non si esclude pertanto (probabilità 35-40%) la possibilità di una fase fredda, con temperature sotto la media, tra il 10 e il 15 marzo, con qualche nevicata a bassa quota sui versanti adriatici dell’Appennino e tempo più secco sul resto del Paese.
Attenderemo lo sviluppo della questione attraverso l’analisi dei prossimi aggiornamenti.
Autore : Luca Angelini