11:09 6 Novembre 2026

Quando arriva la NEVE? Le prospettive

Quando giungeranno le prime estese nevicate sul settore alpino che prepareranno il fondo per la stagione sciistica? Sul settore occidentale ci sono già stati fenomeni importanti, ma altrove no. Vediamo se le cose miglioreranno.

Alpi: limite della neve

Le nevicate verificatesi dalle quote medie sui settori piemontesi e valdostani degli ultimi giorni sono il primo segnale di avvicinamento all’inverno. Mancano però all’appello le grandi perturbazioni atlantiche che potrebbero favorire accumuli nevosi di grande rilevanza in vista dell’apertura della stagione sciistica.
Non che negli ultimi anni l’autunno sia sempre stato generoso in termini di neve, anzi spesso si arrivava ad avere il paesaggio innevato in “zona Cesarini”, cioè magari poco prima dell’inizio delle vacanze di Natale, qualche volta la neve non è arrivata nemmeno a gennaio o addirittura si è vista solo quella artificiale per gran parte della stagione, dunque non dobbiamo più stupirci di nulla.
In questo caso però le cose potrebbero andare diversamente. Si prefigura infatti l’arrivo di diversi impulsi perturbati nel corso del mese di novembre. In pratica l’apertura della porta atlantica, l’abbassamento del fronte polare, lo schiacciamento dell’alta pressione, potrebbero avere risvolti positivi importanti sull’innevamento.
Infatti il passaggio di diverse perturbazioni, pur in un contesto termico relativamente mite, porterebbe molta neve oltre i 2000m e localmente, tale limite potrebbe temporaneamente scendere sin verso i 1500m al momento del transito dei fronti freddi associati alle figure depressionarie. Vediamo allora in questa mappa riassuntiva degli accumuli previsti tra il 10 e il 15 novembre, quanta neve potrebbe cadere sulle Alpi con una scala di colori secondo il modello ECMWF su base grafica Meteologix:

Come vedete gli accumuli più rilevanti si registrerebbero sul settore valdostano con oltre 70cm a 2000m, nevicherebbe anche su quello valtellinese, molto meno purtroppo sulle Orobie, sulle montagne del Trentino, un po’ meglio andrebbe in alto Adige e sull’alto Cadore, quasi nulli i riscontri sulle Alpi Carniche e Giulie, complice il richiamo mite dai quadranti meridionali.

Insomma neve si, ma prevalentemente a quote elevate, salvo il settore più occidentale, che meno risente del respiro mite del Mar Mediterraneo. E’ appena il caso di aggiungere che in Appennino il contributo in termini di neve per il momento sarà nullo.

Certo, se la circolazione da ovest dovesse imporsi per settimane, da ovest arriverebbe anche aria progressivamente più fresca e l’avanzamento della stagione, pur senza grandi afflussi freddi, permetterebbe alla neve di guadagnare facilmente le quote medie.
Pazienza dunque, un primo passo già si nota, gli altri forse…verranno.