21:24 10 Gennaio 2024

L’evoluzione mite dell’inverno sul Mediterraneo sarà inevitabile

Stasera i modelli tornano nuovamente appaiati sull'evoluzione del tempo nella seconda metà del mese. Per l'Italia si profila un'altra brutta fase mite, pur caratterizzata da qualche precipitazione. Il freddo dell'inverno agirà solo oltralpe.

Mettiamo una pietra tombale sull’evoluzione della seconda metà di gennaio. Abbiamo già visto un gennaio così in passato con i tuoni in Valpadana e la quota neve schizzata oltre i 2000m sulle Alpi, una situazione che potremmo rivivere anche quest’anno, sempre che non intervenga l’alta pressione ad impedire un simile scempio.

E’ brutta, si, è davvero brutta l’evoluzione anti-invernale che si prospetta. Fino a qualche ora fa si era addirittura ventilata l’ipotesi del contro-ribaltone, con l’alta pressione che per una volta avrebbe potuto tornarci utile, deviando la colata fredda verso il Mediterraneo, invece di consentirne lo sfogo in pieno oceano con moto retrogrado.

Si perché è questo quello che succederà. Il passaggio chiave si riassume in tre mosse, guardatele insieme a noi: il ramo del vortice polare lunedì 15 gennaio bussa alla porta delle Alpi, ci sono le premesse perché possa sfondare, pur inizialmente con venti da nord, sino al meridione:

Quel ponte anticiclonico tra l’Atlantico e la Bretagna però è destinato ad essere smantellato in breve tempo e già i vettori bianchi diretti dall’Artico verso Islanda con moto retrogrado la dicono lunga sull’evoluzione nefasta che ci attenderà a breve. Eccola infatti:

I vettori bianchi mostrano il cambio di obiettivo della colata fredda che se ne va quasi verso il nord America, convergendo parzialmente però nell’ulteriore spina nel fianco per l’inverno: la depressione sulle Azzorre. Di solito lì c’è l’anticiclone, addirittura adesso c’è una depressione, che avrà anche un ruolo di primo piano: quella convergenza dell’aria fredda nel vortice lo alimenterà e come un pendolo le correnti da ovest che si metteranno in moto verso di noi ce la spediranno addosso, preceduta da un carico di aria mite di cui è meglio non parlare, tanto andrà a spostare la stagione dall’inverno ad una quasi primavera:

Vedete bene quel vettore rosso quanta aria mite, per non dire mitissima andrà ad avvettare verso l’Italia. Certo poi la situazione potrà divenire dinamica con qualche passaggio perturbato alternato a schiarite, ma sempre in un contesto mite perché dal basso Atlantico (e tantomeno dall’Africa) l’aria fredda non può proprio arrivare.

Il freddo rimarrà ben confinato oltralpe, speriamo non per il resto della stagione, ma quello che ormai appare certo è che le sorti del gennaio appaiono segnate, qui le termiche previste intorno al 18 gennaio a 1500m che parlano da sole: