07:46 7 Luglio 2025

La tregua dal caldo avrà una data di scadenza: ecco quando tornerà la fiammata africana

Godiamoci il fresco che arriverà su tutta l'Italia entro martedi sera. Sebbene la settimana si preannunci piacevole e senza afa, i modelli meteorologici intravedono già all'orizzonte una nuova, potente fiammata africana. Vi sveliamo quando il caldo fastidioso potrebbe tornare a colpire.

La tregua dal caldo avrà una data di scadenza: ecco quando tornerà la fiammata africana

L’assedio della canicola africana, che per giorni ha tenuto in ostaggio l’Italia con la sua cappa di caldo da record, abbandonerà entro un paio di giorni anche il centro e il sud. La liberazione arriva sotto forma di una sventagliata temporalesca che nel corso del weekend ha già attaversato il Nord, spazzando via l’afa e inaugurando una fase climatica completamente diversa. Ora il testimone passerà a correnti più secche e frizzanti di matrice settentrionale, che ci accompagneranno in una settimana all’insegna di una ritrovata “normalità” estiva, gradualmente anche al centro e poi al sud.

Tuttavia, la quiete non sarà immediata per tutti. La grande macchina atmosferica ha bisogno di tempo per riassestarsi e tra lunedì 7 e martedì 8 luglio dovremo ancora fare i conti con gli ultimi colpi di coda dell’instabilità.
Nella giornata di lunedì, avremo in mattinata acquazzoni fra Lazio, Umbria e Abruzzo.
Poi focolai temporaleschi insisteranno nuovamente sulle regioni del Nord: le aree alpine e prealpine saranno ancora sotto osservazione, ma dal pomeriggio-sera e anche durante la notte su martedì i fenomeni si estenderanno alle pianure lombarde, all’Emilia occidentale, al Trentino e su Veneto e Friuli, specie sui rilievi e sulle pianure adiacenti. Successivamente l’instabilità riuscirà a scivolare più a sud, portando qualche isolato temporale lungo la dorsale appenninica centrale e fino ai rilievi della Campania.

Nella giornata di martedì, il flusso di aria fresca da nord si farà più deciso e sposterà l’asse dell’instabilità, che si concentrerà sulle estreme regioni di Nord-Est e lungo tutto il distretto adriatico, dalla Romagna fino alle coste di Molise e Puglia garganica, dove saranno ancora possibili piovaschi sparsi. Altrove, il tempo sarà decisamente più soleggiato, anche se ventoso e in un contesto climatico decisamente più fresco.
Ecco infatti la nostra mappa del disagio da caldo prevista per mercoledì 9 luglio:



Come potete facilmente notare, quasi tutta l’Italia è di colore verde, segno che il caldo sarà moderato e sopportabile, e farà persino fresco nella prima mattinata.

I venti del nord, i custodi della frescura

I protagonisti di questa svolta sono i venti settentrionali, veri e propri architetti di questo ritrovato benessere climatico. Quando parliamo di correnti da Nord in Italia, ci riferiamo principalmente a due “personaggi” ben noti: il Maestrale e la Tramontana. Il Maestrale è un vento freddo e secco che si origina nel sud della Francia e si incanala nel Mediterraneo attraverso la Valle del Rodano. Soffia tipicamente da Nord-Ovest ed è famoso per portare cieli tersi, visibilità eccezionale e un drastico calo dell’umidità, soprattutto in Sardegna, sul Tirreno e in parte del Sud. La Tramontana, invece, è un vento freddo che scavalca le Alpi e gli Appennini, soffiando da Nord o Nord-Est. È un vento spesso rafficoso e “continentale”, che porta un freddo più pungente e secco, interessando principalmente le regioni adriatiche e il Centro-Nord. In questi giorni, sarà proprio un mix di queste correnti a garantire aria pulita e temperature gradevoli, allontanando lo spettro dell’afa.

Il ritorno dell’anticiclone, ma con un nuovo volto

A partire da mercoledì 9 luglio, la saccatura responsabile di questa instabilità si allontanerà verso l’Europa orientale, lasciando spazio a una nuova figura di alta pressione. Attenzione però, non si tratterà del ritorno del temibile anticiclone africano. A rinforzare sull’Italia sarà un anticiclone di matrice atlantica, una struttura con caratteristiche profondamente diverse. La sua espansione verso il Mediterraneo sarà infatti più timida e l’Italia si troverà sul suo bordo orientale, esposta a quel flusso di correnti settentrionali che impedirà alle temperature di impennarsi.

Questo si tradurrà in una fase di maggiore stabilità atmosferica, ma senza eccessi di caldo. Mercoledì vedrà ancora una residua variabilità sul versante adriatico e al Sud, ma altrove il sole sarà protagonista. Il calo termico si farà ancora più sensibile, complice la ventilazione sostenuta: al Nord e sul medio versante adriatico le massime oscilleranno su valori quasi tardo-primaverili, attorno ai 26/28°C. L’unica eccezione rimarrà la Sicilia orientale, dove il respiro caldo africano potrà ancora far superare localmente i 33-34°C.

Verso un weekend di transizione

Da giovedì e per gran parte del fine settimana, l’anticiclone atlantico dovrebbe consolidare la sua presenza, garantendo tempo in prevalenza stabile e soleggiato su quasi tutta la penisola. Le temperature inizieranno una lenta e graduale risalita, ma sempre rimanendo su livelli assolutamente gradevoli e lontani anni luce dalla canicola appena conclusa. Qualche isolato e improvviso temporale di calore potrà ancora svilupparsi nel pomeriggio sui rilievi alpini, specialmente fino a venerdì.

Solo sul finire della settimana, in particolare a cavallo del weekend, il caldo potrebbe tornare a intensificarsi in modo più apprezzabile, soprattutto sulle regioni del Sud. Al Nord, invece, non si esclude l’arrivo di nuovi, lievi disturbi legati a infiltrazioni più umide atlantiche. Si tratta, tuttavia, di una tendenza ancora incerta che necessita di ulteriori conferme, ma è chiaro che vivremo una fase di transizione, con un caldo che, pur aumentando, non avrà nulla a che vedere con la pesantezza dei giorni scorsi.

La tregua ha una data di scadenza

Godiamoci questa parentesi di normalità estiva, perché i modelli meteorologici a lungo termine parlano chiaro: questa tregua sarà effimera. Le proiezioni più affidabili indicano già una nuova, potente “fiammata” di matrice africana pronta a investire il Mediterraneo a partire da metà mese, indicativamente dal 15 luglio. Questa nuova ondata di calore sembra destinata a interessare soprattutto il Centro e il Sud, mentre il Nord potrebbe, almeno in una fase iniziale, rimanere più ai margini.

Inizialmente, il caldo potrebbe presentarsi più secco e quindi meno opprimente, ma non dobbiamo farci illusioni. Questa caratteristica sarà probabilmente di breve durata. In una seconda fase, l’aria calda potrebbe caricarsi di umidità, trasformandosi nuovamente in quella cappa afosa e opprimente che abbiamo imparato a conoscere fin troppo bene.

L’Italia si prende una meritata pausa. Dopo aver scacciato il fantasma rovente dell’Africa con la forza dei temporali, si appresta a vivere una settimana di convalescenza climatica, cullata da venti freschi e cieli tersi. È il respiro dell’estate mediterranea, quella gradevole e vivibile che ci riconcilia con la bella stagione. Ma all’orizzonte, il deserto non dorme. Si tratta di un armistizio, non di una pace duratura. Godiamoci dunque ogni istante di questa tregua, ogni notte fresca e ogni giornata senza afa, perché l’estate 2025 ha dimostrato di avere un’anima ardente e tornerà, presto, a ricordarcelo.