Le ultimissime del modello americano: tante perturbazioni ma ancora niente gelo, la neve solo in montagna
Fino all'Epifania niente gelo invernale ma tante perturbazioni, in un contesto termico spesso superiore alla media del periodo. La neve attesa solo in montagna, anche abbondante sulle Alpi. Il guasto peggiore tra il 4 e il 5 gennaio.
Ecco a voi l’ultima corsa serale del modello inglese ECMWF, fra gli strumenti principali per poter elaborare una previsione, in progressivo aggiornamento automatico dalle ore 20.00 in poi.
Dalle ore 21.00 appariranno invece via via i commenti e le analisi del nostro previsore di turno riguardo alle mappe più rilevanti e interessanti scelte fra i successivi 10 giorni di previsione.
ANALISI della situazione attuale: i flussi portanti seguitano a scorrere ad elevato indice zonale (da ovest verso est), proponendo a ritmo regolare alcune ondulazioni di maggiore ampiezza entro le quali si inseriscono altrettante perturbazioni. Una di queste impegna in queste ore il nord-est e il centro ma con fenomeni modesti ed è attesa attardarsi tra il 30 dicembre e la giornata di San Silvestro al sud, parzialmente rinforzata.

Come abbiamo introdotto nella nostra analisi di domenica mattina meteolive.leonardo.it/news/Sotto-la-lente/9/inverno-in-stand-by-quando-arriver-il-freddo-/44478/, sussistono ancora diverse perlpessità riguardo la paventata svolta verso il grande inverno, proposta da alcuni indici meteoclimatici. Dal punto di vista probabilistico infatti almeno sino al tutta la prima decade di gennaio non si annoverano segnali concreti che facciano pensare a questa linea di tendenza.
L’ultima corsa deterministica del modello americano, qui analizzata nei particolari del suo run operativo, supporta questa tesi e spara perturbazioni a raffica, senza un vero supporto invernale alle spalle. Questo perchè il flusso portante rimarrà ancoa troppo teso, con il core posto mediamente oltre il 50° parallelo e a noi solo i cavi d’onda che si concretizzano, appunto, in altrettante perturbazioni in transito. Tre sono i guasti principali da qui sino al 7 gennaio.
Primo tra il 30 e il 31 gennaio: coinvolto gran parte del centro e soprattutto il sud, che se lo porterà dietro sin quasi alla notte di San Silvestro. Meglio invece al nord, dove le poche nubi in transito non recheranno disturbi, al contrario invece di qualche formazione nebbiosa a sorpresa in sviluppo nelle ore notturne sulla val Padana.
Secondo guasto tra il 2 e il 3 gennaio: coinvolto dapprima il nord, poi anche il centro. Il sud preso forse solo marginalmente nel suo settore peninsulare scon l’esclusione della Calabria.
Terzo guasto tra il 4 e il 5 gennaio: trattasi della perturbazione più intensa del trittico, costituita in verità da due corpi nuvolosi distinti (figura qui sopra). Coinvolgerà dapprima il centro-nord, con fenomeni a tratti anche abbondanti. Neve copiosa sulle Alpi e anche in Appennino (qui a quote medio-alte stante probabili venti di Scirocco). Il 5 gennaio i fenomeni raggiungeranno anche tutto il sud, manifestandosi più intensi lungo i versanti tirrenici.
A seguito della perturbazione entrerà aria temporaneamente più fredda, tale da far calare le quote neve a fine episodio sia sulle Alpi che in Appennino, ma ancora non sino alla pianura.
L’Epifania vedrà un tempo in generale convalescenza, con passaggi nuvolosi alternati a schiarite. Precipitazioni sempre meno probabili e quadro termico che torna nuovamente ad addolcirsi (ultima figura in basso).
Autore : Luca Angelini