00:00 23 Dicembre 2002

L’isola di Vulcano

L'ultima eruzione vulcanica è avvenuta nel 1890.

L’isola di Vulcano é situata nell’arcipelago delle Eolie in provincia di Messina, ed ha una superficie di 21 Km quadrati. Per accedervi vi sono traghetti ed aliscafi da Milazzo o Lipari, traghetti da Napoli e aliscafi da Messina, Palermo e Napoli solo in estate.

I mesi più indicati per visitarla sono quelli compresi tra aprile ed ottobre e l’escursione a piedi dal Porto di Levante si può effettuare circa in un’ora e mezza.

L’isola é costituita da quattro strutture vulcaniche: Vulcano del Piano, Lentia, Vulcanello e Vulcano della Fossa. Dopo essere sbarcati al Porto di Levante, si può raggiungere il piede del Gran Cratere passando attraverso la zona abitata che si estende sino alle falde della struttura vulcanica della Fossa.

L’ultima manifestazione vulcanica di questa struttura terminò circa un secolo fa. L’interno del Gran Cratere é profondo 208 m ed ha un diametro di 500 m. Intorno la temperatura del terreno é elevata e la dimostrazione che la Fossa non é spenta é data dall’emissione di fumarole. Sullo stretto che separa Vulcano da Lipari si sporge un piccolo cono eruttivo, il Vulcanello, sorto da un’eruzione sottomarina nel 183 a.C. E’ formato da tre crateri composti alternativamente da strati di lava ed altri materiali.

La natura selvaggia e la bellezza dei luoghi immersi nell’azzurro del Tirreno, hanno fatto la fortuna turistica delle isole Eolie, rompendo l’isolamento di Vulcano, Lipari e Salina le tre più prossime alla Sicilia; di Panarea e Stromboli al nord, di Alicudi e Filicudi ad ovest. Le isole sono fatte di grandi montagne che emergono solo in parte poiché la loro base talvolta si trova a 2000 m sotto il livello del mare.

Scogli, isolotti e faraglioni sono sorti dal mare che poi li ha erosi dando loro le forme più suggestive e bizzarre. A Stromboli l’attività effusiva dura tutt’ora; a Vulcano l’ultima eruzione é avvenuta intorno al 1890 ed ha distrutto gli insediamenti nella piana sottostante al Grande Cratere. Sulle falde di questo in modo indiscriminato sono sorte le seconde case dimenticando che, se dalla grande eruzione é trascorso un secolo, l’attività vulcanica secondaria può manifestarsi in ogni momento.

Lo dimostrano i gorgoglii d’acqua bollente davanti alla spiaggia di Porto di Levante, intorno ai faraglioni e l’alternarsi delle fumarole a getti di fango nei punti in cui il gas riesce a fuoriuscire. Vicino al Porto si trova l’Acqua del Bagno, una sorgente termale che forma un laghetto e le cui acque sono curative. Alcune zone dei monti Fossa delle Felci e Fossa dei Porri, crateri spenti, sono state scelte dalla Regione Siciliana per crearvi una Riserva naturale orientata.
Autore : Redazione