00:00 21 Febbraio 2001

Il pericolo del gelo per le piante

Un interessante articolo che spiega in modo chiaro a quali rischi vanno incontro le piante in caso di gelo e quali sono le possibili difese

Il pericolo del gelo per le piante

Dopo un inverno abbastanza mite le piante sempreverdi con i primi tepori sono uscite dal loro “letargo” e hanno riattivato la capacità fotosintetica delle foglie, mentre quelle a foglia caduca sono addiritura “rinate”, facendo germogliare le gemme prodotte nell’estate precedente, che porteranno nuovi rami a differenza delle piante erbacee che invece producono nuovi getti dalle radici, dai rizomi e dai bulbi.

Tutte queste forme di “risveglio” e di fioritura sono fortemente a rischio in caso di gelate tardive, in quanto i tessuti giovani, ricchi di acqua, sono i più sensibili alle diminuzioni di temperatura. L’acqua, di cui i tessuti freschi sono ricchi, gelando aumenta sensibilmente di dimensione, e rompe meccanicamente i tessuti vegetali (come accadrebbe ad una bottiglia chiusa posta a lungo in un freezer).

L’intensità del danno, come si può immaginare, dipende dalla durata e dall’intensità della brinata. Però, quando a terra c’è molta umidità, ad esempio lasciata da precedenti piogge, si formano cristalli di ghiaccio che non soltanto non sono dannosi per le gemme e per i fiori, ma addiritura costituiscono un’efficiente protezione contro le brinate che si rivelano disastrose quando si raggiungono per diverse ore temperature di -5/-6°C.

Per questo, chi ha un impianto di irrigazione a pioggia, nelle notti a rischio, lo mette in funzione proprio per creare questo strato protettivo di!
ghiaccio (irrigazione antibrina, vedi anche più avanti).
Tutte le piante hanno quindi messo in atto dei trucchi per difendersi dal freddo.

Ecco alcuni esempi:
VERNALIZZAZIONE: evita che semi e gemme germoglino anzitempo alla prima giornata invernale di sole. In pratica, un seme o una gemma di una pianta di giardino, per germogliare, non hanno bisogno solo della temperatura e dell’umidità adeguata, ma anche di un periodo sufficientemente lungo di basse temperature. Se questo periodo di freddo è troppo breve la gemma rischia di non germogliare, o di farlo in un momento del tutto casuale, diverso da quello naturale. Ecco perchè, in certi casi, prima di esseri messi a dimora, i semi di alcune piante arboree vengono messi in frigo per consentire una germinazione più regolare.

GEMME DORMIENTI: sono quelle gemme che non si risvegliano in primavera, e intervengono nel caso quelle germogliate fossero morte per qualche motivo (ad esempio, gelate tardive) consentendo in ogni caso la riuscita della vegetazione di quell’anno.

ADDENSAMENTO DEI TESSUTI: all’avvicinarsi del gelo la pianta “fa a pezzettini” i suoi granelli di amido di scorta, trasformandoli in blocchetti più piccoli (zuccheri semplici). Con questo artificio la pianta aumenta il numero di molecole dei suoi liquidi interni, ed è un po’ come se “salasse” la sua linfa abbassando il punto di congelamento (allo stesso modo in cui si sparge il sale sulle strade gelate). E’ facile quindi capire perchè le piante siano più sensibili a colpi di freddo improvvisi (perchè non hanno il tempo di predisporre le difese) o a freddi, anche non intensissimi, ma di durata molto lunga (perchè il meccanismo di difesa su esposto consuma gli amidi e lascia le piante senza sostanze di riserva). Inutile dire, infine, che una pianta debole o malata soffrirà il gelo in modo molto maggiore di una sana.

TRUCCHI UMANI: citiamo ad esempio la protezione delle piante più sensibili con teli di tessutonontessuto traspirante, nella copertura del terriccio vicino alle radici con torba o corteccia, nello spostamento in posizioni più riparate. Un altro metodo è l’irrigazione antibrina in cui si getta acqua nelle notti sottozero, che sfrutta il principio dei cambiamenti di stato (scambio termico): nel passare da liquida a solida l’acqua cede calore che “riscalda” gli organi vegetativi. Un ultimo ritrovato nel campo della protezione dalle gelate primaverili sono diversi impianti di “ventoloni” posti nelle piantagioni che sfruttano il movimento dell’aria per evitare la formazione della brina.

Spero di avervi dato un’idea di massima di quello che le piante dovranno patire nell’immediato, perchè i colpi di coda dell’inverno sono tanto imprevedibili quanto deleteri per la flora che ormai è “lanciata” in questo anticipo di primavera. Tuttavia, mi sembra di capire, le piante arboree non dovrebbero affatto subire danni irreversibili: invece, per alcune colture cerealicole ed erbacee in genere potrebbe rivelarsi indispensabile la risemina.
Autore : Alberto81