Perchè in inverno l’aria è più trasparente che in estate?
L'aria cristallina delle giornate invernali raramente si riscontra durante l'estate, se non in condizioni di vento da nord. La limpidezza si può apprezzare ancor meglio in montagna. Da cosa nasce questa palese differenza tra le due stagioni estreme?
Gli escursionisti e gli alpinisti ben sanno che durante il semestre freddo, tra ottobre e marzo, l’atmosfera sa regalare quelle suggestive trasparenze che in estate non si avranno mai. Il fenomeno è maggiormente avvertibile in fasi di tempo anticiclonico, allorquando la compressione adiabatica, ossia il moto discendente delle correnti all’interno della struttura di alta pressione, ne esalta le caratteristiche di secchezza e quindi di trasparenza. Questo soprattutto nel caso vi sia il connubio tra alta pressione di tipo dinamico, ossia a cuore caldo in quota dovuto essenzialmente alla compressione descritta, sia di tipo termico, allorquanto l’accumulo di aria fredda nei bassi strati crea ulteriori moti discendenti nella colonna d’aria. Sono le tipiche situazioni di inversione termica. Siamo così giunti alla:
Terza risposta: durante l’inverno le basse temperature costringono lo strato limite planetario, ossia quello strato d’aria intrappolato dalle inversioni termiche a immediato contatto con il suolo, a contrarsi. Ne deriva che il suo spessore diminuisce fino anche fino a poche decine di metri al di sopra del terreno. Un ciclo analogo, ma naturalmente molto più in piccolo, avviene in condizioni di tempo stabile anche durante l’arco di una stessa giornata, con aria trasparente al mattino e foschia invece nel pomeriggio. La struttura dello strato limite è importante in quanto è dentro questo spessore d’aria che vi è contenuta la maggiore quantità di umidità.Autore : Luca Angelini