Le incudini temporalesche
Come si forma l'incudine di un temporale? Cosa è possibile dedurre dalla sua forma e dal suo aspetto?
Molte volte poco prima dell’arrivo di un temporale, ci soffermiamo ad osservare le tipiche tonalità di cielo scuro poco prima dello scatenarsi degli eventi. In realtà non molti sanno che importanti informazioni riguardo l’intensità di un temporale, possono essere comprese soltanto guardando la parte superiore di una nube temporalesca.
In condizioni di buona visibilità infatti, la parte superiore della nube temporalesca può essere visibile da grandi distanze.
La parte superiore del cumulonembo è costituita da cristalli di ghiaccio e quando la nube raggiunge uno stadio di maturità abbastanza avanzato, tende ad acquisire la tipica forma ad "incudine" (inglese anvil) ben conosciuta tra gli appassionati.
Quando la corrente convettiva di un temporale si espande verso l’alto sino a raggiungere grandi altezze, al di sotto del temporale si abbattono i fenomeni più intensi e vigorosi.
L’incudine di un temporale è formata prevalentemente da cristalli di ghiaccio, la sua forma è provocata dall’impatto della corrente convettiva del temporale, contro una zona di inversione termica permanente presente ad alta quota, solitamente attestata sui 10000 12000 metri di altitudine.
Questa zona di inversione permanente prende il nome di tropopausa e segna il confine tra la troposfera, cioè la zona più bassa della nostra atmosfera, laddove si manifestano tutti i principali fenomeni atmosferici, e l’involucro successivo, chiamato stratosfera.
L’incudine del temporale rappresenta quindi la zona di separazione tra la troposfera e la stratosfera. Rappresenza il livello oltre il quale viene a mancare la spinta di galleggiamento che genera i cumulonembi. La spinta di galleggiamento è data dalla differenza di densità tra una massa d’aria calda immersa in un’ambiente più freddo.
Essendo l’aria calda più leggera, essa tende a salire verso l’alto sino a quando non trova un ostacolo (strato di aria calda) che ne impedisce l’ulteriore sollevamento.
Generalmente un temporale intenso presenta un’incudine con margini ben definiti e tende ad espandersi anche nel senso opposto di provenienza delle correnti, con caratteristiche di persistenza. Questo fenomeno è provocato dalla particolare irruenza della corrente convettiva, la quale una volta raggiunto il limite invalicabile segnato dalla tropopausa, non ha ancora del tutto esaurito la sua spinta "propulsiva" verso l’alto.
Le correnti convettive non potendo più espandersi verso l’alto per via della presenza della zona di inversione, si espandono lateralmente per inerzia, dando luogo alla forma ad incudine della parte alta di un temporale.
Dall’incudine di un temporale intenso, se vista da distante, può comparire una overshooting top. Una overshooting top generalmente segnala un punto del temporale nel quale la corrente convettiva è particolarmente intensa e riesce a sfondare parzialmente nella primissima fascia della stratosfera.
Se la overshooting top è particolarmente persistente potrebbe essere indizio della presenza di una supercella.
Un temporale debole presenterà invece una struttura meno definita, margini più sfrangiati e tenderà ad essere portata via facilmente dalla corrente dominante in quota.

Autore : William Demasi