Il fronte freddo visto dalle nostre case
Prima, durante e dopo il temporale: sequenza didattica sulle conseguenze del passaggio di un fronte freddo sull'Italia.
Tra tutte le perturbazioni che possono transitare alle nostre latitudini quella che va sotto il nome di fronte freddo è sicuramente la più spettacolare nel semestre caldo. Lo scavalco improvviso della catena alpina e l’improvvisa irruzione dell’aria fredda generano una una forte turbolenza e una fenomenologia che comprende soprattutto temporali, oltre ad una rabbiosa rotazione del vento.
Quanto descritto è esattamente quanto avvenuto lunedì 4 aprile, sulle nostre regioni settentrionali, allorquando un fronte freddo ha messo a stretto contatto aria mite e umida affluita in precedenza dalla val Padana e quella più fredda sopraggiunta dall’Atlantico. Ne sono scaturite manifestazioni temporalesche sui settori centro-orientali delle Alpi, tra est Lombardia e Triveneto. Interessante seguire passo passo cosa è accaduto in particolare sulle sponde del lago di Garda, in localitàTignale (sponda bresciana), aiutandoci con le immagini allegate.
Nella prima immagine notiamo la stasi precedente l’arrivo del fronte, con cielo velato, foschia densa e vento calmo o debole brezza meridionale. Nella seconda immagine ecco sopraggiungere la perturbazione, con la rapida rotazione del vento da nord, forte fino a bassa quota a causa delle correnti discendenti legate al passaggio delle precipitazioni temporalesche.
Nella terza immagine ecco invece la panoramica dopo il passaggio frontale: l’aria fresca ha preso il posto di quella calda e l’atmosfera risulta tersa con ampi rasserenamenti. Il vento soffia ancora da nord ma più debole. Si esaurirà solo la mattina successiva, quando le brezze risalenti dalla val Padana lo contrasteranno fino a bloccarlo definitivamente.
Ringraziamo il nostro lettore Denis Riccardi per questa interessante testimonianza fotografica.
Autore : Luca Angelini