Cos’è la neve tonda primaverile?
Precipitazione solida che può manifestarsi nel corso dei temporali di primavera e che, pur assomigliando alla grandine, è morfologicamente più simile alla neve.
Quando scoppiano i temporali di primavera spesso capita che i rovesci di pioggia cadano frammisti a palline di ghiaccio. Subito si pensa ad una grandinata in corso, e a volte in effetti lo è anche, tuttavia la maggior parte delle volte ci troviamo nella situazione ideale per assistere alla precipitazione che tecnicamente è nota come "neve tonda". Di cosa si tratta esattamente?
Quando in una nube temporalesca i fiocchi di neve dalle alte quote cadono verso il suolo, incontrano prima o poi temperature superiori allo zero, tuttavia il forte rimescolamento all’interno della nube stessa, dovuto alle correnti convettive (ascendenti calde e discendenti fredde), può dar modo alla precipitazione di rientrare in ambiente sotto zero prima di giungere definitivamente al suolo dove ritroviamo temperature positive.
I fiocchi di neve di partenza vanno così incontro ad una serie di trasformazioni strutturali: prima in parte fondono, causando la fuoriuscita parziale dell’aria in essi contenuta: questo conferisce al fiocco una struttura globulare mista ad acqua, che poi righiaccia nello strato a temperatura negativa. Si formano così palline di ghiaccio che comunque conservano ancora in parte le sembianze cristalline del fiocco di neve di origine.
Se lo strato a temperatura sotto zero è molto profondo queste palline possono assumere consistenza opaca e comunque leggera. Nell’attraversare l’ultimo strato prima del suolo, a temperatura positiva, queste palline di ghiaccio possono catturare le gocce d’acqua presenti nella nube ed ispessirsi fino a raggiungere diametri massimi comunque non superiori a mezzo centimetro. A differenza della grandine (qui ulteriori informazioni in merito https://www.meteolive.it/news/**Video**/72/Grandine-istruzioni-per-l-uso-saper-riconoscere-quella-simpatica-primaverile-da-quella-cattiva-estiva-/33033/) questa prcipitazione attraversa semplicemente la nube senza compiere saliscendi in seno ad essa.
Ecco fatta la nostra neve tonda, che raggiunge il suolo rimbalzandovi e riuscendo molto spesso anche a creare accumuli bianchi (specie in montagna e a volte anche durante l’estate) per via della forma sferica che ne conferisce una miglior conservazione anche a temperature del suolo abbondantemente sopra lo zero.
Autore : Luca Angelini