Che cos’è l’instabilità?
E' un fenomeno che riguarda il movimento verticale delle masse d'aria.
Spesso dai meteorologi e dagli appassionati del settore si sente parlare di condizioni di instabilità, di tempo instabile, di instabilità termo-convettiva e quant’altro; insomma in tutte queste affermazioni ricorre sempre lo stesso concetto, quello dell’instabilità atmosferica.
Ma come si manifesta in parole povere questo fenomeno? E’ semplicemente il processo che provoca la risalita verso l’alto di masse d’aria più calde ed umide (più leggere), e verso il suolo di masse d’aria più fredde e secche (più pesanti); in queste situazioni si vengono a generare contrasti che talvolta portano alla formazione di nubi a sviluppo verticale, cioè cumuli e cumulonembi.
Per capire meglio quello che intendiamo si può fare un parallelo con il comportamento della superficie marina a seconda della forza del vento:
PRIMO CASO: Quando il vento è molto debole la superficie marina appare spesso liscia o con ondulazioni appena accennate.
Analogamente quando l’instabilità atmosferica è nulla o molto debole, le masse d’aria si muovono in prevalenza in orizzontale, e in condizioni faorevoli si possono formare solo nubi stratificate molto estese.
SECONDO CASO: Se il vento è moderato, sulla superficie marina si formano delle onde molto basse e lunghe, oppure piccole e con una cresta schiumosa, indice del “ruzzolare” dell’acqua dall’alto in basso.
Parallelamente quando l’instabilità è moderata si possono osservare i primi cambiamenti, con la formazione di lunghe file di piccoli cumuli o altocumuli castellani, oppure con lo sviluppo di grossi cumuli isolati e di breve durata, in grado nel peggiore dei casi di portare brevi e deboli piogge.
TERZO CASO: Se il vento soffia più forte le onde si fanno lunghe e molto sviluppate in altezza, con creste schiumose ben visibili e regolari.
Analogamente se l’instabilità si fa marcata si possono formare lunghe file di cumuli congesti o cumulonembi (o addirittura le cosiddette linee di groppo) in grado di provocare brevi ma forti acquazzoni o addirittura temporali sviluppati su estese linee di instabilità.
QUARTO CASO: Se c’è tempesta di vento, come accade ad esempio quando soffia la Bora d’inverno sul Golfo di Trieste, le onde del mare provengono da direzioni differenti e si scontrano frequentemente fra loro, dando luogo al “mare tempestoso”, formato da numerosissime piccole onde, non molto alte e di brevissima durata.
Parallelamente quando siamo in condizioni di instabilità estremamente intensa i cumuli si formano e si dissolvono con rapidità, dando luogo a brevi ma violenti acquazzoni magari quando sopra la nostra testa c’è il cielo sereno.
Autore : Lorenzo Catania