Breve viaggio fra le correnti d’alta quota
Cosa sono? A cosa servono?
Siete mai andati in aereo? Vi è mai capitato di arrivare all’aeroporto di destinazione addirittura in anticipo rispetto all’orario previsto? E’ esperienza di tutti i giorni, e chi si sposta per lavoro da un continente all’altro lo sa bene.
Questo accade perché a volte sulla rotta di un aereo (nello stesso verso di spostamento) ad alta quota scorre una “Corrente a Getto”, ossia un vento, un fiume impetuoso d’aria che scorre anche a 250-300 km/h senza incontrare ostacoli ed attraversando tutto l’Emisfero, mediamente da ovest ad est. E’ questo forte vento a “spingere” l’aereo a muoversi più veloce.
Si parla comunque di quote attorno ai 7-9 km, ma può capitare di incontrare venti molto forti anche a quote più basse, magari in direzione opposta ai precedenti, allora in questo caso l’aereo rallenta e rischia di arrivare in ritardo.
Ma sappiamo che venti di una certa forza (anche fino a 100 km/h ed oltre, basta pensare alla Bora di Trieste) possono scorrere anche al suolo; in definitiva, tutta la colonna d’aria è soggetta a venti più o meno forti provenienti da direzioni diverse.
Non a caso osservando bene il cielo vediamo che le nubi, qualsiasi sia la loro forma o altezza, si muovono ad una certa velocità. Però capita di vedere nubi che vanno in una direzione, e contemporaneamente altre che vanno nel verso opposto, o addirittura altre ancora che vanno in direzioni diverse.
Perché accade questo? Il vento serve a spostare le masse d’aria, a colmare le differenze di pressione che ci sono fra le alte e le basse pressioni; se però i venti a quote differenti spirano da direzioni diverse questo spostamento di masse d’aria diventa più rapido ed efficace, e quindi il colmamento delle depressioni avviene prima.
Però sappiamo anche che la Terra ruota su sé stessa, e per motivi fisici complicati esisteranno sempre differenze di pressione atmosferica fra un punto e l’altro del pianeta, e quindi i venti non smetteranno mai di soffiare, ad alta quota così come al suolo.
Possiamo comuqnue stabilire una semplice regola che ci aiuta nell’osservazione del cielo:
– se salendo verso l’alto con la quota il vento, visibile dal movimento delle nubi, ruota in senso orario (ad esempio le nubi basse vengono da sud, quelle più in alto vengono da sud-ovest o da ovest) allora vuol dire che nello strato d’aria compreso fra le due quote sta arrivando aria più calda ed umida di quella che c’era precedentemente. Se ci fate caso questo avviene quasi sempre quando il tempo sta per peggiorare ed è previsto l’arrivo di una perturbazione.
– se invece andando verso l’alto il vento ruota in senso antiorario (ad esempio soffia la Bora da nord-est al suolo e fino alla quota delle nubi basse, mentre le nubi più alte arrivano da nord o da nord-ovest) allora sta arrivando aria fredda su tutto lo strato d’aria che stiamo osservando. In questo caso siamo alla fine di una perturbazione ed il tempo generalmente tende a migliorare, o al più diventa ventoso e leggermente instabile.
Autore : Lorenzo Catania