Week-end gelido, poi tempo variabile ma più mite
Da lunedì prevarranno correnti occidentali che piloteranno veloci perturbazioni da ovest verso est sull'Europa centrale. L'italia ne sarà interessata solo marginalmente. Attesi invece copiosi apporti nevosi sulla Savoia.
La fase di maltempo legata alla depressione “Orione” si concluderà nella giornata di domenica. I fenomeni più importanti si registreranno con ogni probabilità al centro-sud, secondo le modalità già descritte nelle rubriche previsionali. Al nord saranno Emilia-Romagna e basso Piemonte le zone in cui potrà fare la sua comparsa con maggiore facilità la neve. Altrove i fiocchi giocheranno a fare i “preziosi”.
Da segnalare al centro la possibilità di neve lungo le coste e per qualche ora forse anche nella Capitale, specie nella notte su sabato.
Dopo le 72 ore di passione che ci attendono tra venerdì e domenica, da lunedì torneremo gradualmente a sperimentare il respiro più mite dell’Atlantico che porterà con sè una generale variabilità ma con precipitazioni di debole entità, prevalentemente relegate al versante tirrenico.
Oltretutto, salvo qualche limitata eccezione, non sarà più la neve a fare da protagonista ma la pioggia.
Per ritrovare le nevicate, anche abbondanti, bisognerà dirigersi verso la Savoia, in Francia, dove l’impatto delle correnti da ovest contro le Alpi darà luogo ad intense precipitazioni.
Tra lunedì 3 e martedì 4 comunque la nuova perturbazione in arrivo si spezzerà in due tronconi proprio all’altezza delle Alpi occidentali e qualche precipitazioni si dirigerà verso le regioni centrali tirreniche. All’inizio qualche fiocco potrà cadere sin verso i 500 m sulla Toscana ma con limite in rialzo oltre i 1000 con il passare delle ore.
Da mercoledì 5 proseguirà la fase di variabilità con annuvolamenti che risulteranno più intensi lungo le Alpi, schiarite in Valpadana e sulle regioni adriatiche, annuvolamenti e qualche goccia di pioggia lungo il versante tirrenico. Mercoledì sera aria temporaneamente più fredda potrebbe affluire da nord ma senza provocare grosse conseguenze.
Insomma ecco accontentato chi odia il freddo e scontentati tutti coloro che sulle Alpi aspettavano copiose nevicate e non modeste spruzzatine per affrontare meglio il periodo di Carnevale.
E’ davvero sconsolante vedere sulle zone alpine meno famose skilift abbandonati da anni a quota 1000 per assoluta mancanza di neve e di mezzi per porvi rimedio. All’abbandono della montagna ha contribuito anche questo particolare niente affatto trascurabile.
In ogni caso almeno l’Appennino potrà gioire. Come abbiamo scritto stamane sono previsti accumuli anche superiori ai 30 cm in diverse località.
Autore : Alessio Grosso