Lungo termine: alta pressione sugli scudi, poi attacco perturbato da nord?
L'alta pressione resterà probabilmente in sella per gran parte della seconda decade di marzo. Successivamente, sarà possibile un cambiamento stante l'intervento di correnti fredde e instabili di matrice settentrionale.
L’alta pressione: quando arriva mette le radici!
Stiamo ovviamente scherzando; un periodo di tempo mite e secco è tutt’ora atteso, dopo un interminabile inverno piovoso che ha messo a nudo tutti i problemi di natura idrogeologica presenti sul nostro Paese.
La situazione è già "guarita" al nord e su gran parte del centro; al meridione il tempo dovrebbe migliorare definitivamente dalla metà della settimana prossima, salvo sorprese sempre possibili.
La cartina sinottica prevista per domenica 16 marzo è un tutto dire e ci mostra un tenace e robusto anticiclone che ingloberà non solo l’Italia, ma gran parte del nostro Continente. Il flusso atlantico sarà costretto a scorrere a latitudini molto settentrionali, interessando l’Islanda e il nord della Scandinavia. Sull’Italia campeggerà il sole a parte qualche nube di poco conto al meridione, senza conseguenze.
Quando potrebbe cambiare la situazione? Beh, fino al giorno 20 l’impresa sembra ardua. All’inizio della terza decade invece qualcosa potrebbe muoversi.
Sia il run ufficiale che molti run perturbatori del modello americano vedono la possibilità di una discesa fredda ed instabile da nord, che scaturirebbe da uno spostamento del cuore caldo dell’alta pressione in Atlantico.
Urgono ovviamente molte conferme a riguardo, ma spesso in passato situazioni altopressorie come quelle previste per i prossimi giorni in Europa sono state vinte da discese fredde settentrionali, piuttosto che dall’ingresso di fronti da ovest.
Stabilire adesso l’esatta traiettoria dell’aria fredda è ovviamente impresa impossibile. Nei prossimi giorni vedremo se confermare o smentire questa possibile linea tendenziale; per il momento godiamoci il sole e il bel tempo, che dalle regioni centro-settentrionali dovrebbe estendersi gradualmente anche al meridione.
Autore : Paolo Bonino