00:00 18 Ottobre 2010

La Nina scombina le carte dell’autunno: Ponte dei Santi con l’anticiclone e aria fredda tra Balcani e basso Adriatico?

Una nina importante può gonfiare anche notevolmente l'anticiclone delle Azzorre facendolo diventare il protagonista dell'autunno-inverno che stiamo per vivere.

La Nina scombina le carte dell’autunno: Ponte dei Santi con l’anticiclone e aria fredda tra Balcani e basso Adriatico?

E’ vero: gli indici non depongono certo per un dominio anticiclonico stile anni 90, eppure gli effetti della Nina per noi sono ben visibili.

Quasi tutte le volte che in passato si è rivelata intensa, ha gonfiato il nostro anticiclone e, anche se per ora non siamo ancora stati piegati alla sua stabilità, tutto fa pensare che il livello di ingerenza possa diventare più importante.

Infatti per ora l’anticiclone resta di quinta, una posizione guardinga, ma che già basta a distorcere tutti i nuovi fronti provenienti da nord-ovest, con il risultato di deviare gran parte del maltempo verso il nostro meridione.

Chiaro che in una situazione in cui non prevale lo Scirocco ma il Maestrale, le temperature restino sotto la media del periodo. Si dovrebbe procedere così sino alla fine del mese, con l’anticiclone però sempre più deciso a spingere verso levante e l’aria fredda ad inserirsi sul medio-basso Adriatico e sul meridione lungo il suo bordo orientale.

Una configurazione barica vista, rivista, stravista, negli anni "neri" invernali per le Alpi, cioè senza neve, e di vacche grasse per l’Appennino, specie meridionale.

Ora: non bisogna dimenticare che altri fattori potranno influenzare la stagione invernale, ma la teleconnessione NIna vede proprio come conseguenza classica una disposizione simile delle figure bariche.

Solo uno spostamento verso nord di tutta la struttura e la formazione di un anticiclone in sede scandinava (ipotesi al momento suggerita solo dall’insistenza su valori negativi dell’indice NAO e da un vortice polare non certo in forma) potrebbero cambiare radicalmente la situazione. Una cosa è certa: difficilmente ritroveremo un Atlantico classico pronto a bussare alla nostra porta.

Facciamo un po’ un riassuntino allora di quello che potrebbe attenderci sino al Ponte di Ognissanti: dopo una generale variabilità sino al 26, dovrebbe seguire una fase più stabile sino al 29, poi da est, proprio in coincidenza del Ponte potrebbe affluire aria più fredda, con moderato maltempo su Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria e Lucania, associato a rovesci di neve a quote anche inferiori ai 1000m in Appennino, tempo migliore sul resto d’Italia, ma con temperature sotto la media del periodo.

 

Autore : Alessio Grosso