Correnti occidentali basse all’infinito con tempo spesso mite e a tratti perturbato
Nessuno scambio di calore importante di calore tra le latitudini.
Mentre ormai il Nino sembra essersi perso per strada, il vortice polare continua a dare segnali di preoccupante cedimento, con un trend tra i più bassi della storia.
L’inverno che sta per concludersi per il secondo anno consecutivo ha visto la crisi degli anticicloni e un flusso perturbato atlantico basso che si è alternato all’invasione di aria fredda da nord e da est, anche se l’obiettivo del gelo è spesso rimasto il centro-nord del Continente.
Ora con gli indici AO e NAO così negativi, la corrente a getto, per tornare a “farsi una corsetta”, ha dovuto scegliere le basse latitudini, nel nord Europa è tutto sottosopra: vortici depressionari disposti un po’ ovunque che interagiscono con avvezione fredde che si fermano però all’altezza della Danimarca.
Il getto risente comunque della fragilità del vortice polare e offre delle ondulazioni in sede mediterranea: così si alternano e si alterneranno ancora per molti giorni, forse per un paio di settimane, fasi perturbate a fasi più asciutte, il tutto accompagnato da temperature piuttosto miti, specie al centro-sud.
Non sono attese nuove nevicate sino in pianura, nemmeno al nord, anche se a tratti nelle Alpi la quota neve potrà risultare ancora bassa.
E’ comunque ormai partito il countdown che inesorabilmente ci traghetterà in primavera.
MALTEMPO significativo da lunedì 22 a lunedì 1 marzo:
lunedì 22: tutta la Penisola sotto una nuova perturbazione, ma con fenomeni più intensi sul Tirreno, neve oltre gli 800m sulle Alpi, oltre i 1200m su centro-nord Appennino.
mercoledì 24: nuovo moderato passaggio perturbato con piogge sparse e neve oltre i 1400m sulle Alpi.
venerdì 26 e sabato 27: altro passaggio perturbato con neve sulle Alpi oltre i 1000m e in Appennino oltre i 1400-1500m.
lunedì 1 marzo: possibile temporaneo miglioramento per la rimonta di un cuneo anticiclonico.
Autore : Alessio Grosso