00:00 15 Settembre 2009

Quando MeteoLive diventa davvero utile

Questa volta devo proprio ringraziare il vostro sito per le previsioni emesse nello scorso fine settimana in quanto mi hanno salvato da una probabile difficile situazione in alta montagna. Ora vi spiego il perché.

Quando MeteoLive diventa davvero utile

Caro Sig. Grosso
Grazie METEOLIVE.

Avevo programmato per sabato 12 Settembre una spedizione per scalare il Monviso, montagna storica per gli alpinisti, in quanto sulla cima stessa è nato il CAI, fondato da Quintino Sella oltre 130 anni or sono.
Le previsioni indicavano variabilità su tutta l’area, con una perturbazione in arrivo da est per il pomeriggio di Sabato.

Fiducioso nel bel tempo partivo venerdì mattina con destinazione Pian del Re, nella valle del Po.

Arrivato alla meta ho incontrato il Senatore leghista che si apprestava a raccogliere l’acqua alle sorgenti del Po, sotto una leggera pioggerella.

La cima del Monviso ogni tanto si apriva ai nostri occhi, ma in un contesto sempre di grande variabilità.

Arrivato al rifugio Quintino Sella, a 2650 mt , si notavano grosse schiarite verso est, si vedeva tutta la pianura piemontese e questo fatto rallegrava tutta la compagnia.

Infatti quando la notte è arrivata, le stelle illuminavano il cielo.

Alle ore 5.00 del mattino del sabato, sono partito deciso a raggiungere la vetta nel minor tempo possibile, memore della previsione che indicava l’arrivo della perturbazione al pomeriggio.

Alle ore 6.30 i primi raggi del sole illuminavano la cima, ma di nuvole nemmeno l’ombra. La prima cosa che ho pensato “ quelli di MeteoLive hanno sbagliato alla grande”.

Ho raggiunto la cima del Monviso 3870 mt alle ore 8.20, in notevole anticipo sulle mie previsioni, in un cielo più terso che mai.

Ma ecco che dopo pochi attimi ho scorto alle mia spalle, ovvero guardando ad est, un mare di nubi che minacciose avanzavano.

Sino ad allora non mi ero accorto, talmente ero concentrato sulla scalata, in cui il mio sguardo era sempre rivolto verso l’alto oppure verso ovest.

Erano molto più basse della cima, ma il loro colore non prometteva niente di buono. (vedi foto n. 1)

Un attimo ed il mio pensiero sui revisori di Meteo Live è cambiato di colpo “ci hanno azzeccato”.
In pochi minuti, dopo avere fatto le foto di rito e mangiato qualcosa, sono sceso velocemente.
Con mio grande stupore ai piedi della parete, quando ormai si erano fatte le 11.00, ho incontrato degli alpinisti che salivano.

Volevo avvisarli del pericolo imminente, ma non volendo essere l’uccello del malaugurio, li ho salutati, come si usa in alta montagna, ma dentro di me ho pensato “chissà cosa gli succederà oggi pomeriggio”.

Alle ore 12.00 ero di nuovo al rifugio, e li ha iniziato a piovere. Raccolti gli ultimi attrezzi con l’ombrello in mano( non è molto da alpinista) mi sono diretto verso l’auto. Durante il tragitto la pioggia a volte si trasformava in grandine, mentre a quote più elevate si vedeva la prima neve cadere.

Fortunato me, mi sono detto, e poverini quelli che sono ancora in parete. Grazie METEOLIVE ho pensato.
E salito in auto mi sono diretto verso casa.

Il giorno successivo ho cercato sui quotidiani del Piemonte se ci fossero delle notizie che parlavano del Monviso, ed infatti un articolo raccontava del salvataggio di 7 alpinisti(chiamati forse giustamente escursionisti) da parte delle squadre di soccorso del Piemonte, rimasti in parete con 10/20 cm di neve, impauriti ed infreddoliti, ma comunque salvi. A margine le solite polemiche sulla mancanza di attrezzatura adeguata e impreparazione tecnica per affrontare montagne del genere. (vedi foto allegata)

Io per concludere non posso che dire grazie alla redazione, che mi consiglia sempre per il meglio, salutando tutti con una foto dalla cima. (foto 3)

La prego Sig. Grosso di inoltrare questa lettera a tutti i suoi colleghi, in questo modo avranno la conferma che il loro lavoro è apprezzato da molte persone, che pur nell’anonimato vi seguono sempre.

Alessandro Gusmeroli
Autore : Redazione