Una profonda ferita nel Mediterraneo
Una estesa depressione interessa già da alcuni giorni l'Europa occidentale ed il Mediterraneo, portando freddo e piogge su zone come la Spagna; al contrario sui Balcani orientali la temperatura sta aumentando; questa tendenza si accentuerà ulteriormente nei prossimi giorni.
Il grosso ricciolo di nubi attualmente presente sul Golfo di Biscaglia non è altro che la traccia del centro motore di una profonda figura di bassa pressione che ormai da qualche decina di ore si è impossessata di buona parte dell’Europa centro-occidentale
La sua formazione è stata dovuta alla graduale ma inesorabile discesa di una profonda saccatura dalle latitudini artiche in direzione di Spagna e Francia; proprio per questo motivo su tutto il Regno Unito, la Penisola Iberica e la Francia occidentale si stanno registrando temperature addirittura al di sotto dei 9-10°C.
Al contrario sul suo fianco orientale la saccatura richiama a tutte le quote aria più mite, aria che ha portato la colonnina di mercurio a toccare ad esempio i 15-16°C già nelle prime ore del mattino sulle coste del Mar Nero, la Romania e l’Ungheria.
Le condizioni che si stanno delineando sullo scacchiere europeo riguardo la circolazione atmosferica sono favorevoli ad una persistenza di alcuni giorni di questa configurazione; anzi, è probabile che i contrasti fra l’Europa occidentale ed orientale tendano ad accentuarsi ulteriormente entro martedì o mercoledì prossimo.
Difatti un intenso ramo della Corrente a Getto Polare si sta attualmente organizzando sul Canada settentrionale e Terranova; nel corso del fine settimana questa corrente sarà destinata ad intensificarsi ulteriormente, viaggiando verso Groenlandia ed Islanda, per poi piegare bruscamente verso sud, puntando la Spagna.
Sarà tale manovra a dare ulteriore energia alla saccatura descritta inizialmente, permettendole di approfondirsi e di scavarsi una “nicchia” verso le coste africane; così facendo aria ulteriormente fredda investirà l’Atlantico alle porte del litorale europeo, ma soprattutto una “bolla” di aria calda e stabile (un anticiclone dinamico di natura subtropicale) si staccherà dalle latitudini tropicali per muoversi verso nord ed invadere zone come Danimarca,
Svezia, Polonia e Slovacchia, dove i valori termici saranno destinati a salire fino a toccare i 23-27°C entro il 4-5 maggio.
Per il settore più orientale del Continente si prepara quindi un episodio simile a quelli che si sono ripetuti con frequenza fra aprile e maggio 2003 sull’Italia, un periodo nel quale si aprirono le porte per una estate estremamente calda e siccitosa.
I polacchi e gli ungheresi rischiano quindi di subire il caldo infernale che ci siamo sorbiti meno di un anno fa sul Mediterraneo? E’ troppo presto per dirlo; a tal proposito va comunque messo in evidenza che effettivamente negli ultimi anni le configurazioni bariche tendono sempre più a mantenere una linea guida per periodi sempre più lunghi: ad esempio l’anticiclone subtropicale l’anno scorso ci ha tenuto compagnia per ben 7 mesi, senza quasi mai dissolversi; poi all’improvviso ha ceduto il passo, ed ha permesso all’anticiclone delle Azzorre di cominciare a spingere dalle Isole omonime verso l’Islanda con frequenza e regolarità; questo trend è cominciato all’inizio dell’inverno e continua ad andare avanti tuttora.
Verrebbe quindi da pensare che anche la situazione attuale sia destinata a durare a lungo, viste le premesse e visto che l’anticiclone delle Azzorre è ancora una volta proteso verso l’Artico; tuttavia tentare di fare una previsione stagionale risulta estremamente arduo.
L’atmosfera è difatti un sistema molto complesso, che cambia continuamente caratteristiche; la previsione delle sue mosse risulta già difficile a scadenze attorno ai 2-3 giorni (non a caso può capitare che qualche volta le previsioni meteorologiche usuali siano sbagliate anche a distanza di 12 ore), pensate allora che risultati può dare una previsione a 40-50 giorni di distanza.
L’evoluzione della saccatura dovrà quindi essere seguita passo dopo passo, giorno dopo giorno, cercando di capire se effettivamente presenterà caratteristiche di persistenza su scala stagionale; se così fosse, le prossime settimane sull’Italia non saranno sicuramente “arroventate” come nel corrispondente periodo del 2003, ma, appunto, non vi possiamo ancora dare un responso in tal senso.
Autore : Lorenzo Catania