00:00 16 Aprile 2013

Un nord Atlantico “tagliato” termicamente in due

Diamo un occhiata alle anomalie di temperatura dell'Atlantico centro-settentrionale.

Un nord Atlantico “tagliato” termicamente in due

La stagione fredda è ormai alle nostre spalle. Si guarda avanti, per cercare di identificare  e di sapere come potrebbe comportarsi il tempo nelle prossime settimane. Per fare ( o meglio tentare di fare) una previsione a lunga scadenza, si deve tenere conto di molti fattori.

Uno di essi è rappresentato dalle anomalie oceaniche, in modo particolare quelle del nord Atlantico, specchio d’acqua a noi più vicino.

In sostanza, è importante riuscire a scovare le zone dove l’acqua è piu calda o piu fredda. Secondo alcuni studi fatti recentemente, le differenze di temperatura di un oceano si ripercuotono sulla circolazione generale dell’atmosfera, favorendo o frenando l’avanzata del "getto" verso le terre emerse.

In questo frangente cosa notiamo? Un settore con temperature superficiali più alte della norma, posto tra l’Islanda, la Groenlandia e il nord America.

Andando più a sud, ecco una lingua nettamente più fredda, che si diparte dal Continente Americano fino a lambire la Penisola Iberica.

In teoria, il getto trova il percorso spianato laddove le acque oceaniche sono più fredde. Le anomalie positive ( ovvero le zone dove le acque sono più calde) sono invece un ostacolo alla penetrazione del getto stesso e possono fungere da innesco per situazioni anticicloniche bloccanti.

In buona sostanza, le alte pressioni potrebbero prediligere nelle prossime settimane i settori più settentrionali, mentre le depressioni atlantiche assecondare lo stretto ( si fa per dire) corridoio freddo che vedete in figura.

Si tratterebbe di una situazione non foriera di stabilità per la nostra Penisola. Ben sappiamo che quando le alte pressioni si dipartono a latitudini settetrionali, il bacino del Mediterraneo si trova spesso a fare i conti con depressioni o instabilità.

Un primo assaggio instabile lo avremo nel prossimo fine settimana, ma anche successivamente non si notano ancora grosse invasioni calde da parte di anticicloni simil-estivi. Staremo comunque a vedere.

Autore : Paolo Bonino