Tempo instabile fino al 20 maggio?
Le perturbazioni continuerranno per molti giorni a colpire ad intervalli regolari la nostra Penisola.
Il titolo è un po’ “azzardato”, ma in realtà le ultime elaborazioni dei modelli matematici a nostra disposizione fanno pensare a qualcosa del genere.
Ci siamo difatti lasciati venerdì scorso con una profonda saccatura in formazione sull’Europa occidentale, con prospettive di un suo ulteriore approfondimento nel corso della prima parte della settimana corrente; ebbene, in linea generale le previsioni sono state rispettate in pieno, e difatti adesso siamo in attesa della prima intensa perturbazione “sfornata” dalla grande figura barica depressionaria.
Nei prossimi giorni impulsi di aria artica sempre più fredda ed instabile alimenteranno il ciclone, permettendo la sua espansione in tutte le direzioni, ed in ultima analisi la sua affermazione su tutto il Continente Europeo; ci troveremo quindi di fronte ad una depressone d’Islanda in gran forma, in grado di scacciare l’anticiclone delle Azzorre in pieno Atlantico, ma anche capace di sospingere aria molto mite sull’Europa orientale e la Russia.
In poche parole la tipologia di circolazione atmosferica assumerà sempre più caratteristiche tipiche del tardo autunno, con effetti tuttavia almeno in parte differenti; fatto sta che la primavera stabile e soleggiata non ha assolutamente intenzione di decollare.
Oltretutto questo tipo di struttura barica difficilmente cambia caratteristiche in pochi giorni, anzi spesso fino a che non si indebolisce uno dei due anticicloni “di spalla”, la saccatura rimane pressoché immobile.
In poche parole cosa dobbiamo attenderci sull’Italia? Come già accennato nel titolo un periodo di tempo instabile, con giornate piovose e ventose (prevalenti al nord) alternate ad alcuni intervalli soleggiati (più frequenti nel meridione).
Insomma la stagione primaverile almeno per adesso ha intrapreso un cammino opposto rispetto a quella del 2003, quando già alla fine di aprile il caldo ed il sole erano protagonisti, e sembra non voler cambiare rotta.
Autore : Lorenzo Catania