00:00 26 Giugno 2006

SICCITA’: grave la situazione al nord, Coldiretti preoccupata denuncia blocco invasi alpini!

Il caldo e la mancanza di pioggia vero flagello per il nostro Paese.

SICCITA’: grave la situazione al nord, Coldiretti preoccupata denuncia blocco invasi alpini!

È siccità nel Nord Italia dove la disponibilità di acqua è critica per le campagne: il livello scarsissimo di fiumi e laghi di Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna mette a rischio l’irrigazione delle colture in un periodo determinante per la loro crescita.

Dall’analisi della Coldiretti emerge una situazione di carenza idrica che interessa l’intero sistema dei laghi lombardo piemontesi come quello di Como, Iseo e Maggiore, ma anche il fiume Po ed i suoi affluenti come la Dora Baltea, l’Adda e il Ticino.

Una situazione causata da scarse piogge e temperature più alte della media stagionale, ma anche dal mancato rilascio di acqua da parte dei bacini alpini che – denuncia la Coldiretti – vengono mantenuti chiusi dalle società che ne hanno la concessione per la produzione di elettricità, che impediscono in questo modo che l’acqua giunga a valle e la sottraggono ai cittadini, all’ambiente e all’agricoltura.

Di fronte alla forza dell’anticiclone africano per mantenere l’agricoltura di qualità, secondo la Coldiretti servono interventi strutturali per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi creando bacini aziendali e interaziendali, utilizzando cave dismesse e casse di espansione dei fiumi.

Nell’immediato a rischio – continua la Coldiretti – sono le risaie del pavese, del novarese e del vercellese dove manca l’acqua per il necessario riempimento, ma anche nella pianura padana le coltivazioni di granoturco e quelle di pomodoro in fase di maturazione.

Anche in Sardegna in provincia di Sassari sono gravi i danni segnalati dalla Coldiretti alle colture foraggiere e cerealicole derivati dalla mancanza di piogge.

Al ponte della Becca il Po si trova al minimo storico. In calo del 60 per cento la portata degli affluenti di Po e Dora Baltea con ripercussioni all’agricoltura della zona di Mortara; problemi alla risicoltura e ai campi di mais del pavese e basso pavese che possono contare solo su risorse esigue al di sotto del 50 per cento delle disponibilità stagionali.

La crisi idrica in provincia di Torino è causata da scarse nevicate invernali in quota, bassa piovosità primaverile che persiste tuttora e numerosi giorni di vento. Con le scorte dei bacini non sarà possibile – rileva la Coldiretti – l’integrazione di portata per il mese di luglio, cruciale per la coltivazione del mais che ha necessità di acqua per continuare il ciclo colturale.

Invasi al 30-35% per cento del totale dei laghi dell’azienda energetica municipale torinese, in particolare il Lago Ceresole che su 30 milioni di metri cubi di invaso è a 6-7 milioni. Da una settimana non arriva più acqua nelle aziende agricole nella zona di Verolengo.
Il torrente Pellice è all’asciutto e si presenta come una grande pietraia. Scarsa la disponibilità di acqua del torrente Orco. Da circa tre mesi – rileva la Coldiretti – non piove nel novarese e nel vercellese, sono ai minimi termini i fiumi che dovrebbero alimentare le risaie dove l’acqua si è ridotta del 50% in particolare nell’area della “Bassa” a sud del canale Cavour. Si rischia un ritardo nella maturazione delle colture e un calo quantitativo dei raccolti. Il fenomeno riguarda soprattutto l’area risicola della Baraggia, dove il Sesia è ampiamente al di sotto dei suoi minimi stagionali.

Anche in Emilia-Romagna il Po è a secco proprio in un momento di bisogno di irrigare le colture, con livelli ormai identici a quelli del 2003 secondo i Consorzi di bonifica. La distribuzione di acqua nei campi è già in fase di emergenza e i consorzi di bonifica della regione hanno già attivato le disposizioni per il razionamento.

Rischiano per la mancanza di acqua le colture di mais e il pomodoro. A Boretto, nel reggiano l’erogazione di acqua è limitata al 60% della potenzialità dell’impianto. Addirittura dal Delta del Po si segnala la risalita del cuneo salino dal mare che è giunto nel ferrarese fino a Berra, costringendo alla disattivazione delle prese di derivazione a mare per non distribuire acqua salata nei campi.

Gravi danni in Sardegna soprattutto in provincia di Sassari dove la Coldiretti segnala problemi alle colture foraggiere e cerealicole derivati dalla mancanza di piogge.
Autore : Report Alessio Grosso