Scossone INVERNALE sull’Europa: molte conferme ma configurazioni pazzerelle!
La rivoluzione barica sul Continente per la prima decade di febbraio risulta assolutamente confermata.

Arrivano anche oggi conferme sulla rivoluzione barica che interverrà sul Continente durante la terza decade di febbraio con conseguenze severamente invernali per molte zone dell’Europa, mentre i dubbi chiaramente riguardano sempre il nostro Paese, che non è notoriamente in Scandinavia, ma al centro del Mediterraneo.
Proprio alle basse latitudini le mappe disegnano e cancellano in breve tempo scenari anche
estremi, ma certamente anche la Penisola conoscerà i risvolti di un simile scombussolamento barico.
I lettori che però sperano di trovare scritto: farà 30cm di neve e -15°C a Voghera, piuttosto a Castelfidardo o Sacile hanno sbagliato indirizzo.
Qui si analizzano le mappe del tempo su vasta scala e si sta cercando di capire quali siano i risvolti del riscaldamento imponente, peraltro ancora in atto in stratosfera, a livello
troposferico.
I modelli stamane ci dicono che:
–l’azione di quel vortice freddo del 20-21 in rientro da est non è chiara, potrebbe ritardare il suo ingresso, limitarlo ai Balcani, limitarlo alle regioni adriatiche, oppure sfondare ma con ritardo intorno al 23-24. La sua azione verrebbe disturbata da una piccola spinta delle correnti da ovest e da un lieve rigurgito anticiclonico.
–l’azione fredda, anzi gelida, più spettacolare, in arrivo dal 25-26, potrebbe prendere la strada del centro Europa o nel caso peggiore addirittura quella scandinava e quasi tornare sul Polo, pur con una circolazione totalmente opposta a quella occidentale che siamo abituati a vedere. Se così fosse l’Italia verrebbe interessata da un flusso occidentale umido di ritorno, certamente non freddo ma ugualmente perturbato.
–Non è comunque così certo che la seconda colata rimanga così alta senza poi tuffarsi almeno parzialmente verso sud o raggiungere comunque fin da subito almeno il nord Italia.
Dunque tutte le opzioni rimangono valide, anche se stamane il quadro davvero estremo di ieri, che coinvolgeva tutti i modelli, è stato edulcorato. Tutte cose già viste ma che al momento non inficiano un impianto generale ancora di notevole portata. Le prossime emissioni certamente ci forniranno dettagli più preziosi per costruire il puzzle di questo emozionante finale di stagione.
DA NOTARE: il crollo dell’indice AO che monitora lo stato di forma del vortice polare.
Autore : Alessio Grosso
