00:00 20 Luglio 2006

Questo caldo è davvero eccezionale per le nostre latitudini?

Il Mediterraneo è un pianeta a parte, rispetto al resto delle medie latitudini; data la sua posizione intermedia tra l'Africa a sud e l'Eurasia a nord ed est, è passibile di notevoli estremi termici, soprattutto in termini di caldo.

Questo caldo è davvero eccezionale per le nostre latitudini?

Fa caldo in Europa, nell’ovest come nel sud, dall’Inghilterra all’Italia, passando per la Francia e la Spagna. Fa caldo come poche volte in passato e la parola più abusata, in queste occasioni, è “record!”; caldo record, temperature record, ecc. Ma bisogna tornare un pò indietro, a quella fatidica ed indimenticabile estate del 2003, per trovare realmente qualche record di caldo in Italia. Le temperature che furono registrate fanno davvero spavento, con punte superiori ai 44-45°C; 5-6°C al di sopra di quelle che sopporteremo nei prossimi giorni! Degne di nota sono state anche le altre due ondate di calore di quest’anno: quella di fine maggio all’estremo sud, con quasi 40°C in Sicilia, e quella di fine giugno al centro con quasi 43°C in Sardegna e Sicilia, ma anche 39°C Firenze.

Ma com’è possibile tutto ciò in una regione, quella Mediterranea, delle medie latitudini? Non siamo alla stessa latitudine del Giappone, della Corea, di New York e San Francisco? In realtà per le regioni del Mediterraneo è stata definita una classe climatica a parte, diversa da quella di tutte le altre zone temperate; proprio in virtù di queste frequenti anomalie e del fatto che la stagione calda (l’estate) coincide, caso eccezionale sulla terra, con la stagione secca! D’altronde se non ci fosse un continuo rifornimento di acqua dall’Atlantico, attraverso lo stretto di Gibilterra, è stato calcolato che gran parte del Mediterraneo evaporerebbe, lasciando solo alcuni piccoli bacini estrememente salati. Pare che questo fenomeno di proporzioni apocalittiche, sia già avvenuto in un passato, geologicamente parlando, non molto lontano.

Sono comunque propri delle regioni che circondano il Mediterraneo, i record storici di temperatura dell’aria: circa 51°C a Siviglia in Spagna, nell’agosto del 1881 (record europeo); circa 58°C a El Azizyah in Libia, agli inizi di settembre del 1922 (record mondiale).
E’ dal Nord Africa che giungono le più forti ondate di calore, quelle che fanno impennare le temperature, su tutto il Mediterraneo e sul nostro paese, fino a valori eccezionali. E’ noto infatti, che questa regione del globo è pressochè interamente occupata dal più vasto ed arido deserto del mondo, il Sahara. Esso si scalda durante tutta l’estate, a causa della persistenza di un’area anticiclonica strutturata a tutte le quote della troposfera, fino a raggiungere temperature inconcepibili e poco compatibili con la vita. Appena la circolazione generale dell’atmosfera propone un’avanzata verso nord di queste imponenti masse d’aria calda, ecco che esse invadono il Mediterraneo, si inumidiscono e propongono giornate torride ed afose, più che tropicali, a molte delle nostre regioni.

Ciò che però fa riflettere i climatologi e gli studiosi in genere, è il reiterarsi di queste ondate di calore di provenienza nordafricana. Tanto insistenti, come nel 2003, ed invadenti verso nord, come quest’anno verso il Benelux e l’Inghilterra. Fino a una ventina di anni fa le ondate di calore di questo tipo erano più brevi, meno frequenti e più limitate, almeno in Italia, al suo centro-sud. E’ inutile sottolineare che qualcosa sta cambiando, che le nostre conoscenze sul clima attuale sono imperfette e soprattutto bisognose di aggiornamento. Un passo complesso e costoso, ma necessario per la pianificazione del futuro e del benessere di tutti. C’è una bella differenza tra un processo in corso di desertificazione (Saharizzazione) e uno di tropicalizzazione; ma guardando agli inverni appena trascorsi, sembra che il Mediterraneo continui ad essere sempre più un mondo a parte, con un clima sempre più estremo ed una vulnerabilità economica e demografica in continuo aumento.
Autore : Giuseppe Tito