Quali sono stati gli uragani più potenti che hanno colpito l’America?
Un secolo costellato da numerosissimi passaggi di uragani con decenni di maggiore e minore attività. Vi presentiamo i più devastanti.

Solamente nell’ultimo secolo ben 170 uragani hanno finito con l’impattare con gli Stati Uniti, di questi circa 70 superavano la categoria 3 nella scala Staffir-Simpson (dunque con venti superiori ai 100 km/h).
Gli anni 40′ hanno visto una grande attività con 23 uragani di cui 8 particolarmente forti mentre negli anni ’70 si è registrata una relativa calma con solo 12 cicloni.
Tra gli Stati più bersagliati dal fenomeno spiccano la Florida (60 uragani) e il Texas (40); si stima che il danno medio procurato ogni anno negli Stati Uniti sia attorno ai 5 miliardi di dollari.
Quali sono stati i cicloni più devastanti della storia?
Si può rispondere a questa domanda tenendo conto di almeno 3 fattori distinti. Primo tra tutti sicuramente il numero di vittime, anche se bisogna tener conto che nel passato si adottavano molte meno misure precauzionali e dunque morire per un uragano era purtroppo molto più comune di oggi.
In base a questa statistica svetta Galveston (1900) con 10-12 mila morti e categoria 4, seguono San Felipe-Okeechobee (1928) con 1836 cadaveri e categoria 4, Atlantic Gulf (1919) con circa 900 vittime e categoria 4, New England (1938) con 600 morti e livello 3. Non è dunque detto che i cicloni più potenti siano quelli che raggiungano categoria 5; ad esempio Camille (1969) con i suoi 256 morti si trova appena all’11-esimo posto di questa macabra graduatoria…
Un altro fattore di classificazione che sta molto a cuore alle economie è quanti miliardi di dollari di danno procuri un uragano. Fino ad un mese fa resisteva il primato di Andrei (1992) con 34,3 miliardi di $ e categoria 3. Dai primi di settembre il nuovo record appartiene a Katrina, categoria 5 e circa 50 miliardi di $ di danno, oltre ad una città praticamente rasa al suolo. Seguono Hugo (1989) con 10,9 e categoria 4, Agnes (1972) con 8,4 e categoria appena 1…, Betsy (1965) con 8 miliardi di danni e categoria 3.
Infine, il terzo fattore di classificazione che interessa più da vicino i meteofili è la potenza intrinseca dell’evento, misurabile dal minimo di pressione prodotto nell’occhio più che dal vento o dalla pioggia. In testa troviamo Labour Day (1935), categoria 5 e minimo di 892mb, Camille (1969), categoria 5 e occhio da 909 mb, Andrei (1992), categoria 4 e minimo di 922mb.
Va inoltre aggiunto che i nomi degli uragani più devastanti vengono per sempre cancellati dalla lista dei nomi possibili.
Ed ora Rita che ha già raggiunto categoria 5 che posto occuperà nelle graduatorie? L’augurio di tutti è ovviamente che le misure preventive siano state sufficienti a fargli occupare un posto alto solo dal punto di vista meteorologico e uno dei più bassi per quanto riguarda la vittime e i danni. Speriamo.
Autore : Simone Maio
