00:00 25 Aprile 2010

Martedì possibile break temporalesco su alcune regioni, poi via libera all’alta pressione ma durerà poco

Il transito di un impulso di aria fresca e instabile determinerà nella prima parte di martedì 27 una temporanea nuova accentuazione dell'instabilità, con possibilità di rovesci sul alcune regioni del nord e del centro. A seguire affermazione dell'alta pressione fino a venerdì 30. Con i primi di maggio possibile guasto.

Si va lentamente riassorbendo la circolazione di aria instabile sulle nostre regioni meridionali. La spinta dell’alta pressione nord-africana, puntata verso la penisola Iberica, tenterà di dare una prima spallata alla circolazione europea, senza tuttavia ottenere grandi risultati.

Nella giornata di martedì 27 infatti essa non impedirà ad una pulsazione fresca e instabile di portarsi a ridosso delle nostre regioni determinando in sostanza una nuova accentuazione dell’instabilità. In mattinata si avrà la possibilità di rovesci e locali manifestazioni temporalesche sulla pianura veneta, bassa Lombardia, basso Piemonte, Emilia ed entroterra toscano.

Nel pomeriggio i fenomeni si concentreranno invece sulle Prealpi venete, ancora sull’Emilia e su tutta la dorsale appenninica fino ai monti calabresi, pur risultando nel complesso meno omogenei e più disorganizzati.

Tolto l’ultimo dente, ecco che l’alta pressione ritenterà la sua sortita, questa volta con maggior successo, a partire da mercoledì 28. La sua fase apicale si concentrerà tra giovedì 29 e venerdì 30, con prevalenza di sole e pochi disturbi pomeridiani limitati a qualche annuvolamento modesto lungo le zone montuose. Generale rialzo delle temperature.

Con il weekend del Primo Maggio, tutto cambierà ancora. Un impulso di aria fredda accompagnato da un vero e proprio sistema frontale in arrivo dal Mare del Nord si porterà a ridosso dell’arco alpino per poi insediarsi sui nostri mari a iniziare da lunedì 3. Partirà dunque una nuova fase di tempo fortemente instabile su tutto il nostro Paese e per di più decisamente fresco, con rischio del ritorno della neve in montagna, segnatamente sulle Alpi, anche a quote piuttosto modeste per la stagione. 

Autore : Luca Angelini