00:00 21 Dicembre 2005

La nevicata prenatalizia a Taranto

L’ultima irruzione di aria fredda, di cui ora rimane un buon cuscinetto d’aria fredda nei bassi strati che in questi giorni sta producendo gelate notturne anche sui litorali, grazie alla presenza di una buona struttura anticiclonica, sulla Puglia meridionale ha prodotto tutti gli effetti che erano stati previsti nei giorni scorsi.

La nevicata prenatalizia a Taranto

La giornata di sabato 17 in Puglia inizia con cielo sereno e temperatura molto mite a causa di un vento forte di Libeccio e mentre a Taranto ci si preparava a vivere un normale ed anonimo week end di fine autunno, col tempo ideale per trascorrere all’aperto la notte bianca di Martina Franca tra i suoi trulli e la valle d’Itria, o per rimanere in città a Taranto per fare le compere per le imminenti feste di Natale, nel pomeriggio il cielo si annuvola rapidamente ed il vento si placa: è l’approssimarsi dell’occhio del ciclone che in quel momento passa proprio sulla Puglia. Tutto resta relativamente calmo fino alle 20:30, quando il vento da SW si intensifica a raffiche ed accompagna i primi rovesci di pioggia, segnale del passaggio del fronte freddo in arrivo dal nord Atlantico. Nel giro di pochi minuti il vento ruota a Maestrale, la temperatura a Taranto subisce un crollo, cade pioggia molto fredda che si trasforma in nevischio e così nel giro di mezz’ora si piomba in pieno Inverno.

La mattinata di Domenica scorre con cielo molto nuvoloso e brevi rovesci di pioggia accompagnati da un forte vento che, nel frattempo, è girato a Tramontana, mentre giungono notizie di bufere di neve in atto sull’altopiano delle Murge, a 20 Km dal capoluogo jonico. In tarda mattinata il cielo si rasserena, sembra che gli effetti della perturbazione si siano ormai esauriti del tutto, mentre il minimo depressionario trasla sulla Grecia. Nel primo pomeriggio, invece, avviene l’impensabile: intorno alle 15 nuvole di un grigio intenso e compatto in arrivo da NNE si addensano sulla città: sono gli addensamenti post – frontali che riversano in successione prima la pioggia, poi il nevischio ed infine la neve, grazie sia all’assorbimento del calore latente di fusione dei fiocchi di neve in quota, sia al riversamento di aria ulteriormente fredda dagli strati più alti ad opera della precipitazione in corso.

Nevica su Taranto per circa 15 minuti, poi smette, torna il Sole ed in seguito altre nuvole si addensano e riversano altre spruzzate di neve e si va avanti così fino a sera, quando le successive spruzzate, ora aiutate dal calo termico serale, non sono più precedute dalla pioggia.

In serata giungono notizie che sul basso Salento è generalmente prevalsa la pioggia a causa della locale maggiore influenza termica del mare Adriatico e dello Jonio (la temperatura sulle zone pianeggianti era proprio al limite per il verificarsi di precipitazioni nevose), mentre le colline retrostanti la città jonica sono ormai imbiancate dai 250 m in su), ma a Taranto ci accontentiamo della timida apparizione della “dama bianca” che si prende la sua personale rivincita sul famigerato riscaldamento globale e detta la sua legge sul tanto declamato “effetto serra”.

E’ un’apparizione timida la sua, è vero, ma considerando anche che la configurazione barica non era proprio perfetta per le nevicate sulle pianure pugliesi, in quanto mancava una poderosa rimonta ad Ovest dell’anticiclone dell’Azzorre lungo i meridiani con asse principale NE-SW a richiamare aria fredda dalla Russia settentrionale e considerando anche che il periodo dell’anno non era il più indicato, perché a Dicembre il mare non ha ancora perso del tutto il calore accumulato durante l’Estate, merita un applauso per il suo notevole sforzo e per la sua caparbia volontà!

Così è successo che nella sera di una Domenica pre-natalizia, mentre a Taranto la banda suonava le note della pastorale e tra le strade ed i vicoli del centro storico illuminato a festa i complessini, con la loro musica, allietavano la gente in giro per i regali di Natale, i fiocchi di neve avvolgevano la città dei due mari ed il suo lungomare, volteggiavano sul mar Grande e sul mar Piccolo, si posavano sui tavolini dei caffè all’aperto, donando ai Tarantini quella tipica atmosfera natalizia che, per qualche minuto, ha regalato a molti una suggestione inenarrabile, uno spettacolo indescrivibile per chi ama la neve sin da piccolo, incomprensibile per chi è unicamente preso dalla folle corsa quotidiana, da chi è perso nel consumismo quotidiano e non riesce a fermarsi e ad incantarsi nell’ammirazione di una breve nevicata in riva al mare!
Autore : Pier Paolo Talamo