INVERNO: quello che non convince del “finale di stagione”…
Il vortice polare troposferico resterà più compatto del previsto?

Con un riscaldamento stratosferico dipinto da molti addetti ai lavori come il più potente dal 1985, ci si aspetterebbe ben altri sfracelli ai piani bassi dell’atmosfera.
Invece osservando gli aggiornamenti delle mappe emisferiche, noteremo un vortice polare troposferico del tutto indifferente o quasi a quanto accaduto in stratosfera. Si, si nota la pulsazione dinamica dell’anticiclone nell’area polare e il distacco sull’Europa mediterranea di un piccolo vortice freddo.
Rispetto però a quanto ci si potrebbe aspettare o ci si poteva aspettare, diciamo che è davvero poco. E anche nelle giornate successive non si vede quel tracollo del vortice polare, quella propensione delle lingue fredde a muoversi verso il Continente che si ipotizzavano solo 36-48 ore fa.
Qualche scenario dipinge per la verità ancora scenari da evento estremo e, come riportato pocanzi in un altro articolo, un punto fermo sembra ancora la formazione di un anticiclone di blocco sul nord del Continente prima di fine febbraio, ma basterà?
Cosa non sta funzionando allora? In questi ultimi anni il vortice polare troposferico ha macinato km su km da ovest, senza mai subire una frenata tale da innescare processi contrari, è possibile che dunque prima di rassegnarsi a subire uno sconquasso del genere, provi a resistere ad oltranza.
Autore : Alessio Grosso
