INVERNO non mollare! Ma per il Generale sarà dura ancora per un pezzo, ecco perchè!
Gli indici parlano chiaro, l'inverno è malato, potrebbe guarire nella seconda parte della stagione, ma la convalescenza sarà lunga.
Se ci accontentiamo di un inverno travestito da autunno, a tratti piovoso, nevoso in alta quota e con qualche momento ventoso, ma sostanzialmente mite, allora direi che l’obiettivo è raggiunto. Ma se vogliamo capire perchè il Generale da molto tempo ormai si è inceppato basta buttare uno sguardo al grafico qui sotto e si capisce tutto.
Intendiamoci: personalmente i grafici non mi fanno impazzire, sin dalle elementari meno dovevo realizzarne meglio stavo, ma anche le scienze dell’atmosfera chiedono aiutono alla statistica e all’analisi matematica per capire in che direzione stia andando il clima e nella fattispecie alla NAO. Cos’è la Nao? Ci chiederà chi da poco si è messo a seguire le vicende meteo.
E’ un indice e più lo vedete salire verso l’alto nel grafico e più gli inverni sono risultati poco perturbati e poco nevosi anche se non necessariamente miti, più lo vedete scendere e più gli inverni sono stati caratterizzati da condizioni perturbate, spesso anche con nevicate, anche se non automaticamente più freddi.
Ora: dalla metà degli anni 80 si vede come, eccezion fatta per l’annata 2010 e per poche altre, l’indice sia risultato POSITIVO e dunque l’inverno da noi, da quel momento ha sostanzialmente fallito, pur con l’eccezione di qualche episodio gelido e nevoso. Tra gli anni 50 e i primi anni 80 invece l’indice risultava spesso NEGATIVO e l’inverno faceva il suo dovere, anche se non era automaticamente sempre freddo.

Più scientificamente Il North Atlantic Oscillation [NAO], è un modello di circolazione atmosferica localizzato nell’Oceano Atlantico settentrionale e caratterizzato dalla fluttuazione ciclica della differenza di pressione al livello del mare tra l’Islanda e le Azzorre.
Il NAO index è calcolato come differenza tra le anomalie medie di pressione a livello del mare sulle Azzorre e le anomalie osservate in Islanda. Quando il ciclone d’Islanda è molto attivo e l’anticiclone delle Azzorre risulta potente, si parla di NAO positiva (NAO+). In altre parole le perturbazioni si mantengono alte di latitudine, fanno la barba alle Alpi e solo occasionalmente riescono a transitare sulla Penisola.
Quando i venti da ovest perdono forza e si entra in fase di NAO negativa, le perturbazioni entrano con maggiore veemenza verso le basse latitudini, anzi talvolta un’alta pressione sostituisce il ciclone d’Islanda e vortici depressionari importanti vagano nel Mediterraneo.
Non basta però nemmeno questo per attribuire ad un inverno il bollino del "FREDDO". Occorre che collabori anche un altro indice, quello legato all’attività del vortice polare: l’AO.
L’Arctic Oscillation Index (AO) è un indice su larga scala della potenza del vortice polare in sede troposferica e dunque della variabilità climatica. Quando l’AO è nella sua fase positiva (AO+), sono attivi venti turbolenti che girano in senso antiorario intorno alla zona polare; questo ammassa e confina tutto il freddo nelle regioni polari.
In questa situazione il vortice polare è forte, sull’Islanda possono svilupparsi potenti cicloni che vagano poi per il nord Europa (fase di NAO+ può correlarsi dunque facilmente con una fase di AO+).
Alle nostre latitudini in questi casi comanda l’anticiclone, il freddo se ne rimane al Polo e l’inverno non decolla. Se l’AO vira in NEGATIVO significa che l’attività del vortice polare è in calo e risulta più facile per le masse d’aria fredde raggiungere le basse latitudini. Solo così potremmo definire l’inverno VERO (e a tratti freddo) e non un tardo autunno.
E come si sta comportando ora questo indice secondo voi? E’ alto vero? Già, sinonimo di vortice polare bello compatto. E come si prevede che si comporti sino a metà gennaio? In lieve e temporaneo calo ma sempre bello alto, sintomo di un vortice polare compatto e agitato, come vedete qui sotto, addirittura in ripresa temporanea per metà mese:

E l’altro indice? La NAO? Lievi progressi ma sempre in un regime di positività e dunque con le alte pressioni sempre accasate alle nostre latitudini e le correnti perturbate atlantiche vicine ma non troppo alla Penisola e un tempo di conseguenza al massimo variabile ma sempre piuttosto mite e senza irruzioni fredde degne di nota:

Anche il secondo grafico ne mette in evidenza la sostanziale positività sino a metà mese:

Questa la traduzione a livello barico, il tempo in sintesi potrebbe presentarsi schematicamente così (non sempre così insulso ma spesso si):

TRISTE eh? In effetti con un anticiclone non fortissimo si poteva sperare di meglio (e personalmente noi ci credevamo), ma la stagione non è finita ed inevitabilmente si getta lo sguardo al momento in cui il vortice polare dovrà per forza frenare il suo impeto, cioè la fase finale di gennaio e il febbraio, prima se accadrà qualcosa di eclatante potremmo davvero trattarsi di una SORPRESA (a chi non piace riceverne una in fondo?).
Autore : Alessio Grosso