00:00 1 Novembre 2003

In Italia si pensa solo a mangiare

Manca la divulgazione spicciola nel nostro Paese.

In Italia si pensa solo a mangiare

Le trasmissioni di cucina abbondano: sembra che l’unica cosa importante nel nostro Paese sia il mangiar bene, con tanti saluti ai popoli che muoiono di fame. Una tale ostentazione di opulenza dà veramente fastidio. L’abbondanza di prodotti che giungono sulla nostra tavola non ci basta più: bisogna pasticciare e mischiare gli alimenti in mille modi per renderli più appetitosi e sfiziosi e per vincere la noia di una semplice ma sana pasta al pomodoro.

E così tutto passa dalla cucina; si pensa al meteo solo per gridare allo scandalo del caldo, dell’alluvione, per annunciare catastrofi e lo scioglimento dei ghiacci, accusare l’effetto serra per un semplice temporale più violento del normale.

La divulgazione scientifica c’è ma è spesso pesante e circoscritta ad alcuni argomenti; su meteorologia ed astronomia c’è il buio assoluto.

Non una parola per spiegare gli astri che si potranno osservare dopo il tramonto, nessuna “pilloletta” per curare l’ignoranza della gente in materia, nè per spiegare come e perchè arriva un temporale dopo una fase calda, come difendersi dalle valanghe, come imparare a capire i movimenti del moto ondoso, prevenendo i rischi di annegamento. Niente: tutto è lasciato all’immaginazione e all’iniziativa personale.

Basterebbero 10 minuti al giorno, magari ripetuti due o tre volte nell’arco delle 24 ore, per aiutare la gente a capire qualche cosa di più dell’ambiente in cui vive, senza pensare sempre a salamini e stuzzichini. Una trasmissione giovane, brillante e vivace con flash rapidi, giocati sulle immagini.

Invece tutto tace…

In questo modo diventa difficilissimo parlare con la gente comune, nessuno ti segue, devi fare dei salti mortali per semplificare un concetto, rischiando di fare delle sintesi scorrette e non puoi dilungarti per più di 10 secondi perchè altrimenti nessuno ti ascolterà più.

C’è da dire però che anche il mondo scientifico non è che faccia molto per colmare questo abisso con il popolo, sentendosi sul piedistallo in posizione privilegiata.

In Italia portare avanti anche una semplice chiacchierata scientifica è una vera impresa: al primo posto nelle conversazioni magari c’è proprio il meteo ma è rapidamente liquidato con un paio di luoghi comuni; segue il calcio, dove invece si approfondisce tutto sino alla nausea (certe trasmissioni sulle rete locali durano ore), ecco poi il siparietto del “cosa hai mangiato oggi?”, infine arrivano le vacanze, la politica, la salute, i telefonini, il sesso, i pc. A proposito, pare che Internet non sia poi tanto seguita nemmeno dai giovani…
Autore : Alessio Grosso