Il GRANDE FREDDO arriva davvero dal 7-8 febbraio? Ecco cosa aspettarsi…
C'è grande attesa per verificare l'attendibilità della proiezione modellistica che segnala l'arrivo di un'importante ondata di freddo sull'Italia all'inizio della prossima settimana con risvolti anche nevosi per alcune regioni.


ARRIVA DAVVERO il GRANDE FREDDO dalla RUSSIA?
E’ la domanda che si stanno ponendo un po’ tutti stamattina dopo i vari annunci di una potenziale irruzione gelida da nord-est prevista sull’Italia dai principali modelli per l’inizio della prossima settimana. C’è stata indubbiamente una svolta importante nelle mappe del tempo che sembravano votate ad un inizio di febbraio anticiclonico per 3/4 d’Italia, eccezion fatta per l’estremo sud.
COSA POTREBBE PROVOCARLO?
Sono comparsi schemi barici che hanno fatto pensare che il riscaldamento stratosferico annunciato già giorni fa possa aver avuto la capacità di stravolgere il tempo in troposfera con una trasmissione di freddo dal Polo alle nostre latitudini. E invece probabilmente le cause non sono da cercare lì, bensì nell’improvvisa ed autonoma risalita verso il Polo dell’anticiclone e del conseguente blocco almeno parziale delle grandi correnti da ovest. Parallelamente sul bordo orientale di questo anticiclone si potrebbe mettere in moto questa gelida corrente da NE che investirebbe buona parte d’Italia dal 6-7 febbraio e più ancora nei giorni successivi, qui una mappa dell’emisfero nord che chiarisce proprio lo schema barico che potrebbe delinearsi:

TUTTI I MODELLI SONO CONCORDI? ARRIVERA’ DAVVERO?
No, al momento ci sono modelli che seguitano a limitare l’irruzione alle nostre estreme regioni meridionali, valutando ancora invadente l’azione dell’alta pressione, così come la spinta delle correnti occidentali, come vediamo qui (modello giapponese):

C’è però anche una buona convergenza dei modelli che godono di maggior prestigio nell’indicare un possibile flusso da est molto freddo e la formazione di una depressione sul medio Tirreno con conseguenze anche nevose proprio sul centro Italia, zona di convergenza tra le masse fredde di origine polare continentale e quelle più miti di estrazione mediterranea, sempre per il 7-8 febbraio, lo vediamo qui:

Vediamone anche i riflessi termici a 1500m sull’Italia secondo il modello americano GFS ad area più limitata, punte di -12°C sul settentrione a quella quota per martedì 7 febbraio con la depressione in approfondimento e in procinto di portarsi sul centro Italia:

Altri modelli non frenano poi l’avanzata retrograda del freddo, spingendolo sino alla Spagna e favorendo l’approfondimento di un altro minimo depressionario che, nei giorni successivi potrebbe portare neve anche in pianura o su diverse regioni del nord e sulle zone interne del centro, qui sotto le mappe termiche previste per giovedì 9 febbraio a 1500m e di seguito la depressione che si originerebbe:


ANDRA’ DAVVERO COSI’?
Difficile dirlo ma quattro riflessioni vanno fatte:
1 solitamente le situazioni estreme (anche se non eccezionali per la verità) a livello di temperatura vengono sempre limate di almeno la metà dei gradi annunciati, avvicinandosi progressivamente all’evento, dunque le temperature per il 7-8 vanno certamente riviste al rialzo. Questo non pregiudicherebbe l’ondata di freddo ma ne ridurrebbe certamente la portata.
2 spesso in queste situazioni basta davvero poco per veder stravolta la previsione nell’arco di qualche emissione e per tornare alla configurazione più semplice, quella con l’anticiclone a dominare su Europa centrale e mezza Italia e solo il sud coinvolto marginalmente dalle masse fredde, per poi passare a venti occidentali.
3 c’è da dire che in febbraio nel passato lo schema barico proposto oggi dai modelli con l’anticiclone scandinavo in bella mostra era quasi una delle sue peculiarità, oggi molto meno, però rimane comunque in auge.
4 potrebbe succedere, come spesso accaduto in passato, che l’ondata di freddo venga procrastinata di alcuni giorni, fino a quando cioè il serbatoio gelido sull’est europeo non si sarà riempito a sufficienza e nel contempo la corrente a getto non avrà placato il suo ardore.
CONCLUDENDO
Al momento tra il 6 e l’8 febbraio sembra ancora molto probabile un’irruzione fredda al centro e al sud, specie sul meridione, in primis la Puglia. Al sud potrebbero verificarsi rovesci nevosi sino a quote molto basse. Il nord e il medio Tirreno ne rimarrebbero ai margini. Attendibilità media 45%
Sembra altresì possibile, ma per il momento leggermente meno attendibile, un coinvolgimento dell’Italia intera con risvolti nevosi che in una prima fase colpirebbero le regioni centrali anche a quote basse: Attendibilità: 40%
Sembrano invece minoritarie le possibilità di un dominio assoluto dell’anticiclone, dato al momento al 15%.
Autore : Alessio Grosso
