GROSSO: “ecco le mappe che risolverebbero il PROBLEMA della SICCITA'”
Come potrebbe risolversi la situazione? Proviamo a trovare una via d'uscita.

L’estate si avvicina e ci resta solo la primavera per colmare il deficit idrico che ancora attanaglia la Penisola, soprattutto il nord, ma è un problema che potrebbe riguardare presto anche il centro-sud se dovessero mancare gli apporti temporaleschi della mezza stagione.
Notiamo sempre di più che le tanto invocate perturbazioni da ovest falliscono ormai sistematicamente; l’aria fredda che accompagna questo genere di passaggi perturbati sembra non riuscire più a sostenere i fronti e i modelli spesso ne sovrastimano la portata sino ad arrivare al momento culminante con la perturbazione ormai sfilacciata ed inoffensiva, come vediamo qui sotto, dove si scorge un flusso da sud ovest poco propenso a determinare precipitazioni sull’Italia, tutte le depressioni rimangono ben alte di latitudine:

Sono le conseguenze del cambiamento climatico in atto ormai da molti anni: flusso perturbato sempre più a nord, sempre meno aria fredda, sempre più anticicloni che invadono l’aria mediterranea. Se aspettiamo la pioggia da qui resteremo quasi sempre delusi, ne arriverà ormai pochissima.
Da dove deve arrivare allora questa benedetta pioggia per fare centro e controbilanciare una situazione sempre più delicata?
Le saccature devono giungere per quanto più possibile da nord-ovest o da nord, perchè in questo modo il carico di aria fredda non si assottiglia e la saccatura riesce ad arrivare nel Mediterraneo con la giusta vorticità e con possibilità di determinare precipitazioni, indotte magari dall’approfondimento di depressioni secondarie al suolo, come vediamo qui sotto:

La presenza di depressioni nell’area mediterranea aiuta sempre la fenomenologia, purchè non vadano ad affossarsi a ridosso delle Isole Maggiori, come sta accadendo fin troppo spesso negli ultimi anni, quasi a sorpresa, perchè proprio le isole erano le aree maggiormente deputate ad una potenziale desertificazione secondo certi studi e invece di acqua ne ricevono spesso più del Piemonte.
Gli scambi meridiani sono comunque quelli sui quali dovremo contare anche nei prossimi mesi, forse anni, per tentare di mantenere la situazione pluviometrica sotto controllo. Certo, così c’è il rischio che spesso il nord venga saltato, ma non è detto, dipende dal punto di affondo del vortice ciclonico:

Così l’evoluzione sarebbe perfetta, oltretutto sostenuta da temporali nella stagione primaverile, in particolare a maggio, dunque la via d’uscita potrebbe davvero essere questa:

IN SINTESI
La siccità sta diventando un problema cronico per il Paese, soprattutto al nord. E’ vero che la stagione più piovosa per le Alpi alla fine si rivela l’estate, ma sono diminuiti molto i temporali anche su queste zone e alla fine risultano troppo circoscritti per risolvere il problema.
Se non dovesse piovere nemmeno in primavera, la crisi idrica assumerebbe risvolti preoccupanti, specie per l’agricoltura ma non solo. Aprile e maggio sono gli ultimi mesi in cui le precipitazioni possono ancora risultare diffuse ed importanti.
Le perturbazioni da ovest non riescono più a risultare efficaci, bisogna dunque sperare in soluzioni da nord-ovest o da nord, molto delicate, causa l’orografia del nostro Paese, ma le uniche al momento in grado di determinare veri momenti perturbati.
Autore : Alessio Grosso
