Ecco come ti “sgonfio” il CUPOLONE
Nella seconda decade del mese, i massimi pressori si potrebbero trasferire sul Mediterraneo a sèguito del crollo della grande cupola di alta sull'Europa occidentale. Urgono tuttavia ancora molte conferme a riguardo.

Seconda decade di luglio: si torna all’antico? La scadenza previsionale è ancora molto elevata e passibile di cambiamenti, ma il grande cupolone di alta sull’Europa centro-occidentale potrebbe lentamente sgonfiarsi.
Ciò comporterà un ritorno a condizioni perturbate e fresche sul Regno Unito ( e non solo!); il bacino del Mediterraneo invece potrebbbe sperimentare un aumento pressorio (seppure temporaneo) di matrice africana, stante l’attenuazione delle infiltrazioni instabili provenienti da nord-est.
I modelli oggi disponibili vedono quindi un cedimento pressorio in sede inglese ed un conseguente aumento dell’ingerenza africana sulla nostra Penisola.
Immaginiamo due piatti della medesima bilancia: se da un lato ( quello occidentale) scenderà aria più fredda, inevitabilmente dall’altro lato ( quello posto piu ad est) salirà aria calda direttamente dal Continente Nero.
Quali risvolti si avrebbero in Italia se questa situazione dovesse prendere realmente piede? Per prima cosa un aumento delle temperature e dell’umidità, con conseguente sensazione di afa e disagio fisico specie nelle grandi città e nelle zone più lontane dal mare. In secondo luogo, avremo un azzeramento quasi completo dell’instabilità pomeridiana sui nostri rilievi a favore del bello stabile.
In poche parole, tornerebbe l’estate degli ultimi anni, con il fresco relegato oltralpe e il caldo fastidioso sulle nostra Penisola e il bacino del Mediterraneo in genere. Nei prossimi giorni faremo il punto della situazione, per il momento la possibilità che ciò possa avvenire è attorno al 40%, quindi abbastanza bassa.
Allontanandoci un momento dalle mappe odierne, c’è però una seconda linea di tendenza che il collega Luca Angelini ha bene esposto in questo articolo.
https://www.meteolive.it/news/Editoriali/8/Luglio-un-mese-senza-Africa/42217/
Non è infrequente che le elaborazioni sul lungo termine siano in contraddizione. In effetti, il gioco delle anomalie oceaniche e mediterranee non sembra agevolare risalite africane importanti e durature. Di conseguenza, anche se si dovesse avverare l’ipotesi presa in considerazione dai modelli attuali (ovvero quella africana) la sua durata non dovrebbe essere eccessiva. Non ci resta che attendere e vedere quale strada intraprenderà la natura nei prossimi giorni.
Autore : Paolo Bonino
