Dopo il caldo africano arriveranno i nubifragi?
Super caldo, super temporali, perchè vanno a braccetto?

L’accumulo di calore, di energia da spendere, di umidità e l’arrivo di aria più fresca, dapprima in quota, poi anche al suolo: buum, è temporale forte, di quelli che fanno paura. Se succede di botto son dolori, come quando l’aria fresca comincia a valicare le Alpi in pacchetti isolati, che si introfulano nei valichi alpini trasformando le nostre montagne in un formaggio Gruviera.
I primi "buchi" sono quelli più temibili, perchè trovano ancora sulle pianure condizioni termoigrometriche favorevoli allo sviluppo di grossi "mostri" temporaleschi, in grado di generare autentiche "bombe d’acqua" ma anche d’aria, come si dice tecnicamente, pur senza scomodare i famigerati tornado o trombe d’aria.
In altre parole il temporale scaraventa a terra una massa d’aria fresca e decisamente più pesante che tende a dilagare orizzontalmente in tutte le direzioni (downburst), in modo anche particolarmente violento, originando anche dei danni, senza che sulla zona sia transitato un vero tornado.
Potrà accadere anche in questa occasione? Sicuramente la portata dell’avvezione calda sarà di quelle "cattive", pertando con l’ingresso di aria fresca da ovest potrebbe accadere davvero di tutto, ma al momento non è previsto un ricambio d’aria di quelli repentini, all’americana tanto per intenderci, per cui l’atmosfera avrebbe almeno parzialmente il tempo di smaltire calore ed umidità in eccesso, prima di cedere il passo ai temporali più pericolosi, anche se fenomeni di forte intensità certamente non mancheranno.
C’è però un altro problema: le analisi odierne dei modelli tendono a prolungare sempre più di più l’ondata di calore, facendola resistere almeno sino alla serata di giovedì 20 a tentativo di inserimento delle correnti atlantiche. Seguite insieme a noi allora questa nuova appassionante puntata del grande spettacolo dell’atmosfera.
Autore : Alessio Grosso
