Come negli inverni NERI…
I giovanissimi non possono ricordare quegli anni, qualcuno tra i meno giovani se li è dimenticati, ma lo spettro degli inverni neri sulle Alpi aleggia sempre.
L’abbiamo scritto molte volte che le nevicate abbondanti ad ogni inverno non sono la norma per le Alpi e che alla fine su 30 inverni, quelli con la panna montata sono stati circa una decina, 4-5 si sono comportati in modo appena sufficiente, mentre negli altri la neve ha stentato, a volte anche molto, senza dimenticare gli anni in cui non si è vista quasi per nulla come nel biennio tragico 88-89, 89-90, ma anche in altre stagioni degli anni 90. Settimane, mesi, trascorsi nella noia più totale.
Le webcams alpine di questi giorni ricordano quei periodi, con una differenza. A quei tempi i cannoni spara neve in funzione erano ben pochi rispetto agli attuali e se la neve mancava bisognava portarla con i camions, come successe a Bormio anche nel 1985 durante i campionati del mondo sci, l’anno che seppellì di neve il nord, ma che lasciò a secco la media Valtellina.
Come vedete ci sono corsi e ricorsi storici. Qualcuno ha scritto che nell’ultimo decennio abbiamo voltato pagina, che la neve è tornata a cadere con maggiore frequenza. Complessivamente è una considerazione condivisibile, ma siamo andati un po’ a strappi: due anni buoni in media alternati a due meno buoni. Statisticamente staremmo vivendo il terzo meno buono, ma con la statistica non si scrive la storia del tempo atmosferico.
C’è da sperare che l’anticiclone non monopolizzi l’inverno, lasciandoci prigionieri dei nostri veleni.
Si fanno tante ipotesi sul tempo delle festività natalizie e soprattutto sulla seconda parte dell’inverno. Al momento però l’unica certezza resta la mancanza di una vera svolta, abbozzata peraltro dai modelli, ma mai portata avanti con determinazione.
Autore : Alessio Grosso