00:00 14 Settembre 2009

Carte al suolo e analisi in quota

Ci rivolgiamo ai giovanissimi e al grande pubblico a cui nessuno spiega queste fondamentali differenze.

Per realizzare una corretta previsione meteorologica non si può osservare una sola carta. La mappa della distribuzione della pressione al suolo non offre un quadro esaustivo sull’evoluzione del tempo.

Spesso una vasta zona anticiclonica nei bassi strati, che farebbe pensare a condizioni di tempo stabile e soleggiato per giorni, non è sorretta da una analoga figura alle quote superiori, dove magari è presente una minacciosa depressione in grado di determinare annuvolamenti e precipitazioni.

Un caso illuminante a tal proposito è quello che si verifica durante l’inverno sulla Russia. Una zona di alta pressione, meglio nota con il nome di anticiclone russo-siberiano, si forma al suolo a causa delle basse temperature e trae la sua “linfa vitale” proprio dal peso esercitato dall’aria fredda, ma questo non significa che sulla regione regni sovrano il sereno.

Se infatti analizzassimo una carta riferita alla libera atmosfera, cioè ad altezze superiori ai 3000 m, potremmo scorgere centri di bassa pressione pronti a produrre nevicate. Altrimenti come si spiegherebbero le immagini che ci mostrano sovente il Cremlino imbiancato?

La situazione di maltempo più facile da prevedere ma generalmente anche quella più rapida, è legata ad un guasto presente a tutte le quote. In questo caso tutte le carte mostrano figure depressionarie, anche se quella al suolo è generalmente spostata in avanti rispetto alla sua “collega” in quota. Il maggior rimescolamento delle masse d’aria, in situazioni del genere, va rapidamente a colmare il minimo principale attenuando la fenomenologia man mano che il nucleo perturbato procede nel suo cammino verso levante.
Autore : Alessio Grosso