00:00 4 Gennaio 2015

Battuta d’arresto alla stagione invernale su quasi tutta Europa: prospettive di cambiamento?

Nelle prossime giornate una forte accelerazione della corrente a getto occidentale determinerà il mantenimento di una circolazione atmosferica tendenzialmente mite su tutta la penisola ad eccezione di alcuni disturbi sulle regioni meridiani , relegati allo spazio di pochi giorni. Incertezza per il futuro, con una stagione invernale in seria difficoltà.

Battuta d’arresto alla stagione invernale su quasi tutta Europa: prospettive di cambiamento?

Una giornata come quella odierna, domenica 4 gennaio 2015, ha portato al completo smantellamento di quelle che sono state le atmosfere invernali che hanno caratterizzato il tempo atmosferico italiano ed europeo nel periodo a cavallo tra la fine della mensilità dicembrina e l’esordio di gennaio 2015. Nei prossimi giorni i settori orientali europei sperimenteranno nuovamente un episodio di freddo intenso in chiave invernale, la colonnina di mercurio subirà in questa sede un tracollo termico sino a portarsi diversi gradi sotto lo zero, soprattutto su paesi Baltici, Bielorussia, Ucraina e Russia occidentale.

Sull’Italia come sul resto dell’Europa centrale, il freddo avrà ben poche possibilità di imporsi, l’elevato tiraggio della corrente a getto occidentale confinerà infatti segnatamente ai Balcani e l’Europa orientale gli effetti portati dal freddo in discesa dall’artico. L’aria fredda riuscirà comunque a lambire le aree meridionali italiane tra domani, lunedì 5 ed il giorno dell’Epifania, martedì 6 gennaio.

In seguito ci aspettiamo un ulteriore rinforzo della cintura depressionaria posta tra la regione canadese, l’oceano Atlantico settentrionale e la penisola Scandinava. Queste depressioni rappresenteranno dei veri e propri ricettacoli di calore, richiamando a se, masse d’aria molto tiepide di origine subtropicale. Ne trarranno giovamento alcune importanti aree d’alta pressione che interesseranno frequentemente le aree meridionali del continente europeo, incluso ovviamente il bacino del Mediterraneo. L’Italia ne risulterà direttamene coinvolta, trovandosi spesso e volentieri sul fianco orientale dell’alta pressione il cui centro motore verrà a trovarsi sui settori iberici.

Tale situazione atmosferica seguiterà ad interessarci almeno sino al termine della prima decade di gennaio, solo in seguito, in particolare volgendo lo sguardo alla seconda metà del mese, un rallentamento delle vorticità zonali potrebbe agevolare l’avvio di una fase atmosferica più dinamica ed invernale.

Autore : William Demasi