Arriva la NEVE in pianura e sulle Alpi: ecco dove e quanta ne cadrà di più…
Quale l'area più colpita? Ci saranno disagi? Scopriamolo insieme.


Ce la farò a portare mio figlio a scuola?
Ce la farò ad arrivare al lavoro?
Quanta neve viene?
Sono le domande più gettonate che arrivano in redazione quando si parla di neve, insieme alla frase stereotipata ed inascoltabile: "la neve in città è una tragedia".
Lo è solo perchè abbiamo trasformato le nostre città in una prigione di cemento, in cui basta inserire una variabile per far impazzire tutto il sistema. Meno male che la natura riesce ancora ad intervenire per farci capire chi comanda e che non possiamo ignorare la sua presenza.
E facilmente per mezzo centimetro di neve che si prevede su diverse località, ci saranno ripercussioni da "tragedia". Il punto è che su molte altre, di neve se ne prevede molta di più e lì non mancheranno i disagi ma almeno si attenuerà la siccità e si darà ossigeno anche al turismo del settore alpino.
Perchè arriva la neve? E’ così sicuro? E quando?
Arriva perchè ci sarà un’interazione tra l’aria fredda di origine artica continentale in discesa da nord-est e una depressione presente tra nord e centro Italia. Anche se il grosso dell’aria fredda dovesse finire a nord delle Alpi, così come sembra, una parte di esso riuscirà a sfondare dalla porta della Bora, favorendo le precipitazioni nevose su molte aree del settentrione.
Le incertezze riguardano le temperature previste, che potrebbero salire ancora un po’ oppure restare così. Ammesso e concesso che restino così, la nevicata è praticamente sicura, anche se partirà come PIOGGIA.
Vediamo allora le termiche previste a 1500m secondo il modello tedesco DWD, molto al limite ma sufficienti al momento per favorire nevicate in pianura tra domenica pomeriggio 26 febbraio e lunedì 27 febbraio:

E vediamo anche il vortice depressionario al suolo, qui visto ad occhiale per domenica mattina, che indurrà la fenomenologia e il risucchio di aria fredda da nord-est:

Ed ora le mappe, tratte sempre dal modello tedesco, che ipotizzano il momento di maggiore diffusione della neve tra il tardo pomeriggio di domenica 26 e la mattinata di lunedì 27 febbraio, qui siamo alle 13 di domenica e si vede la neve già sulle coste venete e su parte dell’Emilia, ancora pioggia sulle pianure del nord-ovest, neve in Trentino Alto Adige e alto Veneto, Valtellina, Orobie, rovesci o temporali sul Tirreno:

Entro domenica sera trasformazione della pioggia in neve sulle pianure del nord-ovest e sull’Emilia, passaggio a Bora non più fredda ma contaminata dallo Scirocco relativamente mite e passaggio a pioggia su coste venete, Romagna.

E’ il momento in cui la neve potrebbe sfondare anche a MILANO, TORINO, GENOVA, SAVONA, PIACENZA; PARMA, REGGIO, BERGAMO, NOVARA; BIELLA, giusto per citarne alcune, con accumuli di qualche centimetro, più importanti sulle pianure piemontesi, sul PIacentino e l’Appennino ligure interno, poco interessata invece la Valle d’Aosta.

All’alba di lunedì siamo ancora con la neve al nord-ovest e sull’Emilia sino a Reggio, in graduale trasformazione in pioggia sino all’est Piemonte nel corso della tarda mattinata. Tra lunedì pomeriggio e martedì potrebbero nuovamente verificarsi importanti nevicate sul basso Piemonte e l’Appennino ligure, mentre sul resto del nord-ovest dovrebbero verificarsi solo deboli fenomeni, in gran parte sotto forma di pioggia.
Ecco comunque gli accumuli NEVOSI previsti nel corso di tutto l’episodio perturbato in un confronto tra modello tedesco ed europeo, c’è di che essere soddisfatti, nel Cuneese si va anche oltre il metro di neve a 1000m, discreti anche gli apporti sulle pianure con circa 5-10cm previsti qua e là:


DISAGI: chiaramente tutte le strade del Piemonte, dell’Appennino ligure e della Lombardia centro-occidentale, dell’Emilia occidentale e in genere delle Alpi presenteranno difficoltà di percorrenza, mettersi in viaggio verso il Piemonte tra domenica e lunedì e sino a martedì è fortemente sconsigliato.
Autore : Alessio Grosso
