Ancora troppi morti sull’EVEREST
Un'inchiesta della rivista medica British Medical Jounal ci aiuta a capire cosa non funziona nelle ascese sull'Everest.

Le difficoltà di acclimatazione sarebbero all’origine di molte, troppe morti, sull’Everest.
Dopo le imprese di Reinhold Messner molti pensarono che fosse dacile salire in vetta anche senza ossigeno.
Nonostante le approfondite conoscenze odierne sui meccanismi di acclimatazione e il miglioramento degli equipaggiamenti, il tasso di mortalità fra quanti scalano l’Everest è rimasto pressochè invariato: in media si verifica una morte ogni 10 ascensioni.
Il British Medical Journal (BMJ), dedica uno speciale all’argomento. Un medico, autore dell’articolo ha seguito una spedizione sull’Everest e ha constatato una frequenza molto elevata di patologie correlate all’alta quota e una relativa ignoranza dei problemi connessi anche in alpinisti esperti.
Tra le cause di morte si citano:
-ferite
-spossatezza grave
-edema cerebrale o polmonare da alta quota.
E’ evidente una sottovalutazione del rischio soprattutto nell’ultimo tratto di ascesa.
Autore : Redazione
