Aggiornamenti meteo serali: alte possibilità per il dimenticato “ingresso occidentale”


Bisognerà attendere ancora un po’ di giorni prima di un sensibile cambiamento del tempo, annunciato già in questo articolo. L’anticiclone ci farà compagnia fino al 22 febbraio con effetti decisamente indesiderati su molte regioni e davvero poco consoni all’inverno. Le temperature massime, pensate, sfioreranno i 20-21°C su tante località specie al sud e sul lato adriatico.
Il tanto annunciato cambiamento potrebbe manifestarsi proprio negli ultimi giorni del mese, indicativamente tra 23 e 28 febbraio. Il responsabile potrebbe essere un affondo freddo artico sull’Europa centro-occidentale, in grado di generare una depressione nel Mediterraneo occidentale che richiamerebbe grandissime quantità di umidità verso lo Stivale.
Tutta questa umidità, immersa in un ambiente instabile, darebbe luogo a precipitazioni diffuse in chiaro stile tardo autunnale su tante regioni, in particolare quelle del nord e del versante tirrenico. Questa ipotesi sta prendendo piede molto velocemente negli ultimi due giorni ed è condivisa, ormai, da quasi tutti i principali centri di calcolo.

Eloquente il modello americano GFS, che propone un affondo freddo e instabile su tutto il centro e il nord Italia, oltre che su tutto il versante tirrenico. Una soluzione di questo tipo sarebbe un vero e proprio toccasana per tante regioni colpite dalla siccità. Anche le Alpi avrebbero modo di rigenerare il proprio manto nevoso, messo a dura prova dall’anticiclone di queste ultime settimane.
Molto meno incisivo il modello europeo ECMWF; che propone un affondo ancor più occidentale, praticamente sulla penisola iberica, che lascerebbe gran parte d’Italia sotto un anticiclone mobile avaro di precipitazioni significative.

La media degli scenari dello stesso modello europeo prova a venirci incontro mostrandoci un’irruzione fredda che approccerebbe con più vigore l’Italia, dando inizio ad un’interessante ondata di maltempo.

Per capire con più certezza la corretta traiettoria di questa ondata di maltempo sarà necessario attendere almeno altri 2-3 giorni, in modo da entrare in un range previsionale più affidabile.
Autore : Raffaele Laricchia
