Qualcosa non quadra: alta pressione allo sbando, vortice polare svalvolato, aria fredda che sceglie traiettorie bizzarre
L'analisi della situazione.

Il momento culminante del peggioramento della prossima settimana, ma quanta fatica per l’aria fredda prima di riuscire a farsi viva nel Mediterraneo…
I modelli fotografano una situazione barica che sembrerebbe voler seguire un’unica strategia: far "atterrare" tutte le saccature sul’Iberia con l’aria fredda che seguirebbe un percorso a ritroso, antizonale per poter agganciare la depressione., e freddo che latiterebbe su gran parte del centro Europa, ma anche sull’Italia, la Penisola Balcanica e in genere su molte regioni dell’est europeo.
Una tale configurazione evidenzia un vortice polare troposferico ben lungi dal volersi compattare e di conseguenza una corrente a getto costretta a contorsionismi per scorrere verso levante fino a bloccarsi, un anticiclone troppo spostato in aperto Atlantico per favorire deviazioni verso di noi dell’aria fredda; così, le masse d’aria fredda, si muovono con moto antizonale fino a raggiungere il Portogallo, regalando (lo dicevano i meteorologi britannici) al Regno Unito scenari invernali di tutto rispetto per il periodo e lasciando invece nella perenne mitezza il Mediterraneo, in particolare il nostro meridione dove praticamente, diluvi a parte, le temperature non sono mai scese durante l’autunno su valori freschi.
Sarà davvero questo lo scenario che ci accompagnerà sino a Natale? A fine agosto dicemmo, lo testimoniano decine di articoli, che la piega assunta dal tempo con quelle saccature in affondo tra Spagna e Francia, sarebbe durata a lungo, ironicamente ma non troppo, dissi sino a Natale.
In realtà basterebbe solo che una depressione sul Mediterraneo riuscisse a catturare parte di quell’aria fredda, a patto che l’estremo ovest del Continente non alzi più la mano invocandola tutta per sè.
In ogni caso i moti zonali prima o poi sono destinati a ripartire, anche solo per qualche tempo (in attesa di capire quanto il raffreddamento stratosferico al polo possa influire anche alle quote più basse) e dunque la partita è ancora apertissima e non solo per questo. Se anche infatti non ripartisse il vortice polare, le irruzioni di aria fredda nelle prossime settimane sono destinate a divenire più corpose ed è probabile che, con il loro peso, si facciano sentire anche alle basse latitudini.
Autore : Alessio Grosso
