00:00 11 Marzo 2005

Primavera: non sempre è la stagione del sole tiepido e del cielo azzurro. Perché?

La nostra idea di primavera è influenzata dalle sensazioni che il freddo subìto nella stagione invernale ci provoca.

Primavera: non sempre è la stagione del sole tiepido e del cielo azzurro. Perché?

Il sole scalda sempre di più, gli uccellini cinguettano allegri ed i prati vengono invasi da miriadi di profumati fiori multicolore; si vedono nuovamente svolazzare le farfalle, ed il profumo dell’aria cambia, è più gradevole ed invitante.
Questa è la primavera, o perlomeno è la nostra idea della stagione primaverile.

Non sempre infatti il quadro è così idilliaco; d’altra parte lo sappiamo bene, visti i frequenti episodi di instabilità che hanno caratterizzato il marzo e l’aprile degli ultimi anni, con improvvisi e bruschi cali della temperatura accompagnati da temporali e da alcune grandinate; eppure la nostra mente tende a dimenticarsene.

A cosa è dovuto questo andamento così capriccioso della stagione primaverile? Al fatto che dopo il raffreddamento invernale il sole riprende a scaldare con decisione il terreno e l’aria, a partire dai bassi strati atmosferici (quelli più vicini al suolo) e dai Tropici, invitando poi l’aria calda a risalire in quota e verso nord.

Il mese di marzo è in definitiva il periodo in cui il freddo Vortice Polare esala gli ultimi respiri, “sbriciolandosi” ed andando ad invadere con numerose “gocce” di aria fredda le medie latitudini, dove per i contrasti che si vengono a creare con l’aria ormai mite preesistente, si generano appunto i temporali di cui parlavamo precedentemente.

Solo nella seconda metà di aprile ed a maggio l’aria calda ha ormai finito per conquistare quasi tutto l’Emisfero, e di conseguenza solo a questo punto i contrasti diventano meno vivaci e gli anticicloni subtropicali (come quello ben noto delle Azzorre) iniziano a dettar legge anche alle medie latitudini stabilizzando l’aria in vista dell’estate.
Autore : Lorenzo Catania