00:00 18 Febbraio 2009

Nord Italia: dalle precipitazioni copiose al gran secco…

Drastica virata delle correnti aeree e drastico cambiamento del regime precipitativo in Italia negli ultimi giorni. Al nord è tornato il gran secco, dopo le precipitazioni abbondanti di questo inverno.

Nord Italia: dalle precipitazioni copiose al gran secco…

Tutto possiamo dire sulla stagione invernale 2008-2009, ma non che sia stata monotona.

L’alta pressione non è mai entrata sull’Italia. Di conseguenza il tempo è stato quasi sempre depressionario, variabile, con molte precipitazioni sia piovose che nevose.

Non dimentichiamoci che per il meridione d’Italia il periodo più piovoso dell’anno è proprio l’inverno. Non devono quindi stupire le abbondanti piogge che ci sono state ad esempio in Sicilia ed in Calabria. Nei mesi estivi queste due regioni spesso vedono cadere pochissima acqua dal cielo ed è perciò importante che in inverno le scorte idriche vengano ricaricate a dovere.

Molta pioggia al sud e molta neve al nord. Sulle Alpi l’innevamento è quasi eccezionale. Anche il numero di nevicate avvenuto sulle pianure risulta superiore a quello degli ultimi anni.

Ora, dopo una bella fetta d’inverno trascorsa tra depressioni mediterranee e fronti atlantici, la situazione è radicalmente cambiata.

L’alta pressione delle Azzorre si è svegliata, o meglio è slittata più ad est rispetto solo ad un mese fa. Questo ha determinato una modifica sostanziale delle correnti, con l’ingresso di venti settentrionali sull’Italia.

La nostra Penisola ha un clima spesso “viziato” dall’orografia; di conseguenza se cambiano le correnti cambia anche la distribuzione dei fenomeni.

Con il “nord”, le regioni settentrionali sono ben protette dalle Alpi. Ecco quindi il clima progressivamente più secco che si è venuto a creare negli ultimi giorni. In pratica siamo passati da piogge (o nevicate) abbondanti al gran secco nel giro di una settimana.

Quali le conseguenze per la natura? Per il momento quasi nulle. Siamo ancora in febbraio e la natura risulta ancora dormiente, a parte qualche germoglio isolato.
Se però questo stato di cose si protraesse anche per gran parte della primavera, allora ci sarebbero sicuramente delle conseguenze sui vegetali, che reclamerebbero “acqua” in una stagione solitamente piovosa per il nord (molto più dell’inverno).

Almeno fino alla fine del mese non ci saranno novità di rilievo: sempre correnti settentrionali con il nord al secco. A seguire, forse, una modifica.
Autore : Paolo Bonino